lunedì, 30 Marzo, 2020

Luca Fantò
Concorso scuola, sembra un gioco di società

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Purtroppo lascia perplessi lo scontro che sta contrapponendo il Ministero dell’Istruzione ed i Sindacati.
Infatti le richieste fatte dalle Organizzazioni Sindacali sembrano di buon senso ed alcune erano già state fatte dal PSI in sede di elaborazione del Decreto Legge.
Più che la volontà di non procedere alla pubblicazione dei quesiti oggetto della prova scritta, stupisce la volontà di proporre batterie di 80 quesiti in 80 minuti e il limitato peso che viene dato al servizio ed ai titoli acquisiti. La prova così avrebbe la forma di un gioco di società piuttosto che di strumento per constatare la padronanza di specifiche competenze.
Certo tale tipologia sarebbe in linea con quanto il Ministero sta da anni proponendo come sistema di valutazione degli alunni, le prove Invalsi, che spostano l’attenzione della didattica dalle conoscenze facendone mero strumento invece che componente fondamentale dell’essere.
Dispiace e stupisce inoltre la perseveranza con cui si continua a negare ai docenti privi di specializzazione e con servizio svolto esclusivamente su sostegno, la possibilità di partecipare per la classe di concorso da cui sono stati chiamati. Ciò dimenticando quanto importante sia stato il lavoro di questi insegnanti che hanno permesso, in assenza di alternative, di supportare nel percorso scolastico tanti giovani. Noi socialisti chiederemo ai nostri Parlamentari di intervenire immediatamente con un’interrogazione e chiederemo al più presto un incontro con la Ministra Azzolina.

Luca Fantò

Referente nazionale PSI scuola

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