lunedì, 21 Settembre, 2020

Luca Fantò
Il preoccupante destino della scuola pubblica

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E’ necessario riconoscere la coerenza del Ministro Fioramonti, che ieri, dando seguito alle sue precedenti dichiarazioni, ha rassegnato le proprie dimissioni.
Tuttavia tali dimissioni sono l’ennesimo segnale preoccupante del destino a cui sembra condannata la scuola pubblica italiana.
Le dimissioni arrivano proprio nei giorni in cui, non senza soddisfazione per noi socialisti, un altro Ministro, ha dichiarato come debba essere valorizzata culturalmente e quindi economicamente la presenza dello Stato nel mercato.
Uno Stato in grado di interagire con il mercato e con la società deve però avere nella scuola pubblica e nelle università statali il proprio motore, il principio generatore di una nuova politica.
Ed ecco quindi emergere la contraddizione profonda di un Governo che da una parte sembra ispirarsi alla tradizione scandinava, ma nei fatti agisce, in continuità con molti dei precedenti governi, seguendo schemi anglosassoni.
Con le dimissioni del Ministro Fioramonti, ben oltre la questione personale, e con l’approvazione di un Decreto scuola depotenziato, appare ancora più evidente la volontà, intrinseca alla politica italiana, di voler rendere marginale la funzione della scuola pubblica.
Tutto ciò sembra accadere senza particolari scosse nella società e la scuola pubblica sembra avviata verso un triste destino.
Un destino che appare segnato ma a cui noi socialisti non vogliamo arrenderci. Noi siamo convinti che la necessaria inversione di rotta possa ancora realizzarsi. Pensiamo che qualcosa possa ancora realmente cambiare e che tale cambiamento debba arrivare proprio da chi nel mondo della scuola agisce, il personale scolastico, gli studenti, le loro famiglie. Quindi presto, entro febbraio, noi socialisti promuoveremo iniziative a carattere nazionale, cercando di attivare proprio le famiglie, gli studenti ed il personale della scuola pubblica.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola, università e ricerca

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