domenica, 5 Aprile, 2020

Luca Fantò
L’ignoranza non può generare altro che ignoranza

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Proprio nei giorni in cui più evidente appare l’importanza dell’azione dello Stato in tutto il territorio nazionale, da più parti e su diverse riviste che si occupano di scuola, emergono ingiustificate critiche al lavoro degli insegnanti e del personale statale della scuola.

Un attacco sistematico in atto da tempo e che purtroppo, come abbiamo visto in questi giorni su alcuni account facebook, viene portato anche da chi nella scuola lavora e dovrebbe saper apprezzare lo spirito di sacrificio con cui il personale scolastico tutto affronta l’impegno lavorativo e professionale.
I docenti lavorano molto più di quanto previsto dal CCNL e dalle contrattazioni di Istituto.
Al di là delle spesso formali attività di formazione organizzate dagli Istituti, i docenti sono alla continua ricerca di novità e innovazioni didattiche. Un corpo docente preparato e pronto a rispondere alle emergenze come quelle di questi giorni. Pur consapevoli che agire attraverso lezioni digitali solo in parte potrebbe sopperire alla mancanza di lezioni in presenza, i docenti italiani sono pronti (forse meno alcuni Istituti ancora sprovvisti, grazie ai continui tagli, degli strumenti necessari) ad interagire con i propri alunni attraverso gli strumenti informatici.
Drammatico sarebbe il segnale che verrebbe dato dal taglio o dalla modifica delle procedure di accesso ai 500 euro per libri e formazione.

Irresponsabili sono le estemporanee uscite mediatiche di chi, amplificando i luoghi comuni costruiti ad arte sulla scuola e su chi in essa lavora, propone la riduzione delle “ferie” dei docenti.
L’ignoranza non può generare altro che ignoranza.
Quanto accaduto in questi giorni con il Covid19 lo dimostra. Le reazioni quasi isteriche di alcune Regioni dimostrano quanto importante sia la gestione statale dell’istruzione pubblica.
Per non farci mancare niente poi, dopo le richieste di rimborsi e aiuti statali da parte delle imprese private, anche le scuole private, in queste ore, iniziano a chiedere sostegno economico e addirittura cassa integrazione per i propri dipendenti.

Il PSI ha chiesto circa venti giorni fa un incontro con la Ministra Azzolina, richiesta caduta nel nulla e che presto verrà reiterata nella speranza di poter continuare il rapporto di dialogo che il PSI aveva instaurato col Ministro Fioramonti.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI Scuola, Università e Ricerca

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