venerdì, 13 Dicembre, 2019

Luca Fantò
Scuola, le perplessità del Psi

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Il PSI esprime le proprie perplessità sulle modifiche apportate al Decreto scuola che il Presidente della Repubblica aveva pochi giorni fa chiesto di riconsiderare.
Se può essere comprensibile la richiesta di laurea per poter partecipare al concorso per DSGA e anche la possibilità di partecipare per l’abilitazione per i docenti che hanno lavorato nelle scuole paritarie, noi socialisti altro avevamo chiesto venisse inserito nel provvedimento. Ad esempio che nel computo delle tre annualità venisse compreso anche l’anno scolastico 2019/20, nel caso di soggetti che hanno la nomina annuale fino al 30 giugno o al 31 agosto o che fosse reso esplicito il significato da attribuire all’art. 1 co. 5 lett b) “nella specifica classe di concorso”, ove con tale locuzione possano determinarsi esclusioni dei docenti, che hanno prestato servizio su cattedre di sostegno in virtù dello scorrimento incrociato delle graduatorie di istituto delle relative discipline.

Il PSI nei prossimi giorni lavorerà per predisporre ulteriori e opportune modifiche al Decreto.
Decreto che comunque si configura come un “pannicello caldo” per i problemi della scuola.
E’ necessario agire in maniera più incisiva sul precariato, sulla mancanza di personale ATA, sulla questione salari, sulle funzioni degli organi collegiali, sul riconoscimento della docenza come lavoro usurante e sulla necessità di alleggerire il carico di lavoro per gli insegnanti che si avviano alla pensione.

Il Ministro Fioramonti, al netto delle dichiarazioni ai mass media, sembra essersi rassegnato alla mancanza di fondi per la scuola pubblica, noi socialisti no.
Dando seguito al precedente incontro di settembre e ai continui contatti con associazioni docenti di questi ultimi mesi, il 16 maggio a Roma, il PSI incontrerà i rappresentanti dei docenti e del personale della scuola per definire le proposte da presentare in Parlamento.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

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