lunedì, 10 Agosto, 2020

Luca Fantò
Scuola, servono regole certe

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No alla regionalizzazione dell’Istruzione pubblica, revisione degli Organi Collegiali, formazione e reclutamento dei docenti, rapporto tra Stato e scuole non statali, stabilizzazione del precariato, valutazione e rientro a scuola a settembre, concorsi ordinari, straordinari e per Dirigenti Scolastici.
Questi gli argomenti di cui ieri, 27 luglio 2020, si è discusso nell’incontro organizzato dal PSI scuola e che ha visto riuniti a Roma i docenti di diverse regioni italiane.
Per la scuola statale italiana servono regole certe. Regole che sono state colpevolmente stravolte.

Dall’incontro è emerso come la crisi determinata dal “coronavirus” abbia definito le aree deboli del nostro “sistema paese”: la sanità, la scuola, l’assistenza ai giovani, ai disoccupati agli anziani, le infrastrutture. Una debolezza determinata dall’errore di pensare che tali settori possano essere oggetto di un graduale ma costante processo di privatizzazione.

La scuola statale italiana è sempre e ancora un’eccellenza a livello europeo sia per ciò che riguarda l’inclusione sia sul piano didattico. Un’eccellenza che va salvaguardata e potenziata poiché sulla scuola statale non è possibile risparmiare ma è necessario investire.

 

Dall’incontro sono quindi emerse alcune priorità.
Servono più aule e più docenti per garantire il rientro in sicurezza a scuola a metà settembre.
E’ necessario impedire la regionalizzazione dell’Istruzione pubblica, che rischia di rompere l’unità culturale del Paese e creare 20 sistemi d’istruzione diversa.
E’ necessario interrompere gradualmente il flusso di finanziamenti alle scuole private e paritarie e invertirne il corso. Le scuole private e paritarie hanno meritoriamente ovviato alle assenze dell’istruzione statale. Le scuole non statali hanno il diritto di esistere ma lo Stato ha il dovere di offrire pari opportunità a tutti i cittadini.
E’ necessario garantire qualità e trasparenza nello svolgimento dei concorsi per l’insegnamento e la dirigenza scolastica. La scuola statale non può ammettere che in un settore così delicato si svolgano concorsi improvvisati o svolti tra piccole e grandi irregolarità.
E’ necessario adeguare gli stipendi dei docenti e del personale scolastico tutto tenendo presente l’eccellenza del servizio offerto e le responsabilità ad esso connesse.
E’ doveroso ridimensionare la piaga del precariato. Prevedendo risorse finanziare continue ed un numero adeguato di docenti che possa agire stabilmente nella scuola statale.
E’ didatticamente necessario puntare sulla valutazione formativa dei discenti senza scivolare in eccessi che neghino il valore degli strumenti didattici e formativi sinora usati.

A settembre, alla riapertura dei lavori parlamentari, il PSI presenterà le sue proposte di legge relative alla riorganizzazione dell’orario dei docenti e degli Istituti scolastici statali e alla formazione e il reclutamento degli insegnanti statali.

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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