martedì, 7 Aprile, 2020

Luca Fantò
Scuola trincea contro il coronavirus

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Il PSI scuola, università e ricerca non ritiene opportuna l’iniziativa di chi in queste ore sta proponendo di utilizzare gli 85 milioni previsti dal “Decreto cura Italia” per sostenere la Didattica a Distanza, a favore degli interventi sanitari a contrasto del COVID 19.

Un’iniziativa poco opportuna perché la scuola è una delle trincee su cui si sta combattendo il “coronavirus” cercando di mantenere aperta la comunicazione tra gli insegnanti e gli alunni con le loro famiglie. Un’iniziativa poco opportuna e non rispondente alla realtà perché disporre di fondi a favore del diritto allo studio dei nostri giovani non significa privare la sanità di risorse.
Il PSI scuola ha nei giorni scorsi espresso soddisfazione per l’approvazione del nuovo Decreto “Cura Italia”. Noi socialisti abbiamo giudicato positivamente il reperimento da parte del Governo di risorse da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti per il comodato d’uso, per l’utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla rete.
Il PSI sa bene come gli Istituti scolastici statali si siano immediatamente attivati per conoscere le necessità degli alunni e delle famiglie, per predisporre opportune iniziative a sostegno della Didattica a Distanza.

Privare le nostre scuole dei fondi stanziati col Decreto “Cura Italia” limiterebbe l’accesso di molti all’istruzione pubblica ma soprattutto significherebbe spezzare quel filo rosso che ancora, grazie all’impegno del personale scolastico tutto e delle famiglie degli alunni, lega l’Istituzione scolastica ai giovani costretti a rimanere a casa.

 

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola, università e ricerca

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