domenica, 5 Luglio, 2020

Luca Fantò
Socialisti solidali con i docenti della scuola media

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I socialisti sono solidali con i docenti della scuola media italiana, la cui inutilità, nell’evidente tentativo di raccogliere qualche consenso, è stata di fatto sancita dal capo della Lega.
Salvini ha infatti dichiarato che la Lega lavora per “eliminare i 3 anni della scuola media”.
Il leader dell’opposizione, dando voce ad uno dei più stantii luoghi comuni, ha anche spiegato come in Europa “siamo gli unici che chiudiamo la saracinesca a metà giugno e la riapriamo a metà settembre”.

Chi sostiene che le scuole in Italia “abbassino la saracinesca” nei tre mesi estivi dimostra evidentemente quanto lontano sia da tali scuole.
Noi socialisti auspichiamo che il capo della Lega ed i suoi accoliti, la prossima estate vadano in quelle scuole. A giugno troveranno i docenti ed il personale scolastico ed alunni impegnati nello svolgimento degli esami. A luglio troveranno altri docenti, il personale scolastico ed alunni impegnati nell’offrire i servizi necessari ai percorsi di inclusione e recupero. A settembre, dal primo giorno di settembre, troveranno i docenti ed il personale scolastico impegnati in attività di formazione, nella predisposizione dei progetti e delle programmazioni che costituiranno l’asse portante del lavoro per l’intero anno scolastico. Attività queste che non potrebbero svolgersi se i docenti non fossero liberi dall’impegno d’aula.
Noi socialisti lanciamo l’allarme su cosa potrebbe accadere qualora dovesse passare la regionalizzazione dell’Istruzione pubblica: il caos, la frammentazione culturale, i nostri giovani abbandonati al sentimento comune del momento.

E mentre il capo della Lega conduce la sua campagna elettorale, il Ministro Fioramonti continua a sostenere la necessità, sacrosanta, di dover aumentare gli stipendi dei docenti per rendere giustizia ad una professione così importante per la società. Lo dice, ma ancora nulla è cambiato.
Intanto i docenti, con tutto il personale scolastico, continuano a portare avanti la scuola pubblica italiana, a renderla, per quanto possibile efficiente. In silenzio, forse anche troppo in silenzio.

Luca Fantò

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