venerdì, 15 Novembre, 2019

Luce e gas. Dal Psi mozione per bloccare gli aumenti

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Anche quest’anno alla vigilia dell’autunno, immancabile, è arrivato puntuale l’aumento delle tariffe di luce e gas. Un rincaro a cui non si sfugge. I prossimi aumenti scatteranno dal primo ottobre e saranno del 2,6% per la luce e del +3,9 per il gas, così come ha reso noto l’Arera, l’Autorità per l’Energia . Numeri ben al di sopra al livello di inflazione. L’Area ha precisato che gli aumenti sono dovuti prevalentemente “all’andamento stagionale dei mercati e le criticità internazionali” che hanno spinto al rialzo le bollette dell’energia per i clienti in tutela, nel quarto trimestre del 2019″. Per l’energia elettrica l’aumento finale è il risultato di una crescita dei costi di acquisto dell’elettricità, attenuato da una riduzione degli oneri generali. I recenti avvenimenti internazionali hanno influito a tenere alta la febbre e quindi anche i prezzi delle materie prime. Ma il balzo di queste si è tradotto in un aumento per il consumatore che va oltre il livello di guardia. Proprio per questo Riccardo Nencini, senatore del Psi e vice presidente del gruppo Psi-Italia viva di Palazzo Madama, ha presentato in Senato una mozione con lo scopo di bloccare gli aumenti sulle bollette di luce e gas per i prossimi tre mesi e di chiedere al governo di verificare la congruità dei prezzi in bolletta rispetto ai margini degli operatori.

La mozione, presentata da Nencini, primo firmatario, per scongiurare l’aumento delle bollette di luce e gas previsto per il 1 ottobre nella misura del 2,6% e del 3,9%, verrà presto discussa in Aula ed è stata sottoscritta dai senatori Davide Faraone, Valeria Sudano, Giuseppe Cucca, Ernesto Magorno, Laura Garavini, Mauro Marino, Gregorio De Falco, Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Daniela Sbrollini, Donatella Conzatti, Eugenio Comencini.

“La crescita dei ricavi nei settori suddetti è rilevante oltre ogni misura: distribuzione energia elettrica +49.4%, produzione energia elettrica + 22.8%, distribuzione gas +39.6%”- si legge nella mozione. “E’ pur vero che questi settori richiedono investimenti onerosi, ma c’è da chiedersi se la quota consistente di utili allocatasi come dividendo tra gli azionisti sia giusta; legittimamente c’è da chiedersi – prosegue la mozione –  se guadagni così alti siano equi in presenza di attività spesso in concessione o comunque sotto la regolazione dello stato, considerato l’impatto esagerato che provocano sul portafoglio delle famiglie italiane”

Il testo della mozione

Atteso che:
Dal 1 ottobre è previsto l’aumento delle bollette di luce e gas nella misura del 2.6% e del 3.9%;
Il tasso di inflazione è di fatto pari a zero e gli stipendi sono bloccati se non in calo;
Questi servizi riguardano spese non discrezionali per le famiglie e si traducono quindi in una brutale decurtazione del potere d’acquisto;
L’incremento del costo del petrolio determinato dagli attacchi ai pozzi sauditi, addotto quale giustificazione dell’aumento, risulta essere tipicamente temporaneo, tanto che le estrazioni stanno velocemente rimettendosi in moto, peraltro in un contesto globale dove non si registra affatto scarsità di greggio;

Considerato che:
La crescita dei ricavi nei settori suddetti è rilevante oltre ogni misura: distribuzione energia elettrica +49.4%, produzione energia elettrica + 22.8%, distribuzione gas +39.6%;
È pur vero che questi settori richiedono investimenti onerosi, ma c’è da chiedersi se la quota consistente di utili allocatasi come dividendo tra gli azionisti sia giusta;
Legittimamente c’è da chiedersi, infine, se guadagni così alti siano equi in presenza di attività spesso in concessione o comunque sotto la regolazione dello stato, considerato l’impatto esagerato che provocano sul portafoglio delle famiglie italiane;

Tutto ciò premesso, si invita il Governo a:
Bloccare gli aumenti sulle bollette di luce e gas per i prossimi tre mesi.
Verificare nel frattempo la congruità dei prezzi in bolletta rispetto ai margini degli operatori.

La mozione è firmata da:
Riccardo Nencini, Davide Faraone, Valeria Sudano, Giuseppe Cucca, Ernesto Magorno, Laura Garavini, Mauro Marino, Gregorio De Falco, Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Daniela Sbrollini, Donatella Conzatti, Eugenio Comencini

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