martedì, 22 Ottobre, 2019

Luigi Iorio
Sulla Direzione di ieri

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Ieri in direzione nazionale sono stato incaricato da una parte del partito di presentare un documento per esprimere la netta contrarietà al Governo giallorosso. Dopo gli interventi di Ugo Intini e Mauro Del Bue anch’essi contrari all’ircocervo figlio della Casaleggio e Zingaretti, ho avuto anch’io modo di esprimere forti perplessità sul nascituro governo. Perplessità di metodo e merito. Nessuno dei firmatari ha partecipato al voto. Tengo a ribadire che, aver deciso di non votare evitando così una prematura spaccatura, ed aver dato mandato al segretario per maggiori approfondimenti, non significa ne’ alzare bandiera bianca, ne’ aver ritirato nessun documento ieri presentato. La nostra posizione resta ben chiara. No a questo Governo trasformista. Riponiamo fiducia nel nostro segretario Enzo Maraio affinché riesca, dopo aver ascoltato tutte le sensibilità interne al partito, a fare una scelta coraggiosa e prospettica per il bene del nostro partito.

Di seguito il documento

Documento direzione nazionale PSI – 3 settembre 2019

Il Partito Democratico e il Movimento Cinquestelle ritengono di poter dare vita ad una alleanza di Governo dopo essersi attaccati furiosamente per anni e dopo aver escluso fino a poche settimane fa ogni possibile accordo. Da soli senza condividere nessun tipo di percorso comune. Questo rocambolesco cambio di posizione, motivato soltanto dal timore di un eventuale pronunciamento popolare in favore di Salvini e della destra, non sta trovando e non può trovare nessuna solida base di valori comuni, di programmi e di scelte condivise tra i due Partiti.

La tormentata e ambigua trattativa di questi giorni lo dimostra ampiamente: il nuovo Governo poggia sulla diffidenza reciproca e le distanze rimangono incolmabili. Il centrosinistra paga il prezzo dei ritardi, dovuti principalmente al PD, nella preparazione di una coalizione alternativa di Governo, coesa nei contenuti e nei metodi, che avrebbe potuto cogliere i frutti dell’inevitabile catastrofe politica del governo gialloverde.

Di fronte a questo scenario siamo profondamente convinti, in piena sintonia con molte opinioni espresse in questi giorni da autorevoli esponenti socialisti, a cominciare da Ugo Intini, che il PSI non possa partecipare al Governo in via di formazione né alla maggioranza che lo sostiene e debba limitarsi a valutare l’eventuale sostegno a singoli provvedimenti. Le motivazioni di questo orientamento risiedono sia nelle considerazioni di carattere politico generale già enunciate, che nell’assoluta assenza di proposte convincenti da parte della costituenda alleanza sui principali temi, quali quelli della scuola e della sanità pubblica, dei diritti, della giustizia, di una gestione diversa dei problemi dell’immigrazione e della sicurezza.

Riteniamo invece che il PSI debba rinsaldare i rapporti e la collaborazione con quelle forze di matrice riformista, europeista e ambientalista che decideranno di rimanere all’esterno della maggioranza di Governo per costruire momenti sempre più forti di azione comune su temi concreti.

I firmatari

Iorio, Rometti, Bragagni, Marciano, Buemi, Cipriani, Gaito, Vita, Carini, Gitto, Celentano, Santarelli, Surace, Barisano, Bacchetta, Pastura, Leotta, Caponi, Caserta

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