venerdì, 20 Settembre, 2019

Luigi Iorio
Senza Mezzogiorno con c’è Italia

0

Sembra essere tornati indietro di decenni, a quel Mezzogiorno arretrato e abbandonato al proprio distino raccontato da Carlo Levi. Torna ad allargarsi il divario tra Sud e Centro-Nord.

E’ quanto si legge nelle anticipazioni del Rapporto Svimez 2019. Come già ampiamente anticipato in passato, quando l’Italia rallenta, chi ne subisce le conseguenze è inevitabilmente il Sud. Le differenze sociali ed economiche, i differenti redditi, la mancanza di infrastrutture rendono sempre più visibile il ritardo del Mezzogiorno. Nel 2018 il Sud ha registrato una crescita del Pil di appena 0,6 per cento, rispetto al +1 per cento del 2017.

La cosa che preoccupa maggiormente è il ristagno dei consumi nell’area +0,2, contro il +0,7 del resto del Paese. Mentre il Centro-Nord ha ormai recuperato e superato i livelli pre-crisi la contrazione dei consumi meridionali risulta pari al -9 per cento.

Infine, si parla tanto di immigrati ma sempre secondo le anticipazione dello Svimez, gli emigrati sono più degli immigrati. La vera emergenza per il Mezzogiorno sono i tanti giovani che scelgono di abbandonare la propria terra non per scelta, ma per necessità. Nel periodo compreso tra il 2002 e il 2017, di cui 132.187 nel solo 2017, i cittadini del Sud emigrati sono oltre 2 milioni. Di questi ultimi, 66.557 sono giovani (50,4 per cento, di cui il 33,1 per cento laureati, pari a 21.970).

Occorre fare una riflessione su questi dati. L’attuale maggioranza di Governo lavori affinché ci siano investimenti e un piano lavoro soprattutto al Sud. Un Paese unito che affronta le sfide del futuro passa dal rilancio del Sud Italia e non da ipotetiche e confuse proposte di federalismo differenziato. L’Italia ha bisogno di modernità, investimenti, ricerca, non di zone del Paese di serie A e zone di Serie B.

Luigi Iorio
Segreteria nazionale Psi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply