mercoledì, 5 Agosto, 2020

L’ultima dei gattopardi, in autunno arriva Letta?

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Per fine anno era stata progettata la nascita di un nuovo partito guidato dall’unico uomo che, accortosi dei suoi errori, si era dimesso da tutto per andare a dirigere la “Scuola di Politiche” a Parigi, Enrico Letta. Ma, come tristemente noto, una pandemia non prevista ha accelerato e rivoltato i piani dei cavalieri bianchi che si stavano organizzando per sconfiggere il cavaliere nero e permettere così, a Gigi Proietti, di modificare il finale di uno dei suoi mitici cavalli di battaglia “Er Cavaliere Bianco e er Cavaliere Nero”, magari direttamente al Teatro Brancaccio di Roma per saggiare l’umore del popolo sovrano.

Ma perché Enrico Letta? Beh, intanto la sua famiglia da oltre un secolo ha rapporti strettissimi col Vaticano. Poi il più noto zio, Gianni Letta, è da sempre l’angelo protettore del Cavaliere di Arcore. Da quando inoltre ha lasciato l’Italia per la Francia non si è mai espresso sulla politica politicante italiana e non da ultimo si è sempre speso a favore dell’Europa che, in momenti di magra come questo, è davvero l’unica chance che il Bel Paese ha per guardare al futuro.
In breve sostanza non è una riserva della Repubblica, ma è stato preparato scrupolosamente per esserlo insieme a Mario Draghi, a cui è stato riservato il Quirinale.

I piani dei Cavalieri bianchi sono ambiziosi ma anche molto realistici, perché Mario Draghi darebbe splendore a quella credibilità internazionale che negli ultimi anni si è appannata notevolmente, mentre il “sereno” Enrico, a parte quel gesto poco diplomatico di passaggio della campanella a Matteo Renzi, ha sempre avuto un comportamento irreprensibile sul piano formale. Un vero signore. E poi questi gattopardi ne sanno una più del Diavolo… chi può dire che anche il gesto della campanella non sia stato preparato ad arte?

In questo disegno non possiamo dimenticare Paolo Gentiloni, discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri, un passato tra i maoisti e un presente da redento nell’avamposto più significativo dell’Europa: quello di commissario agli Affari economici a Bruxelles.

Questi sono i tre moschettieri che i gattopardi hanno scelto, con il loro consenso, per ridimensionare il populismo, figlio adottato da forze politiche che mai avrebbero immaginato venisse ripudiato da una sinistra autoreferenziale che ha abbandonato la piazza (oggi virtuale) per frequentare i salotti più ipocriti del reame. I gattopardi servono proprio a questo, a rimettere a posto le cose.

 

Angelo Santoro

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