sabato, 15 Agosto, 2020

M5S, i grillini revocano le deleghe all’assessore perché incinta

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Roberta Agnoletto-Grillo

Deleghe revocate perché incinta. Sarebbe questa la motivazione con la quale la giunta grillina del Comune veneto di Mira ha deciso di togliere, a partire dalla fine di marzo 2013, le deleghe all’assessore Roberta Agnoletto. Lei, amareggiata ne dà notizia via mail e si trincera poi dietro un secco no comment. Il Comune di Mira smentisce che sia questa la reale causa della scelta adottata. Nessuna discriminazione, insomma, quanto piuttosto «la motivazione è che è necessario rivedere le deleghe – spiega la presidente del consiglio comunale Serena Giuliato – alla luce del carico di lavoro maggiore degli ultimi tempi e la Agnoletto è effettivamente poco presente».

LA VICENDA – La vicenda ha inizio il giorno 30 gennaio scorso quando alla Agnoletto, assessore alle Politiche ambientali e allo Sport viene comunicata dalla Presidente del Consiglio Comunale, «su una sorta di delega del Sindaco, la volontà di questa Amministrazione di procedere ad una mia sostituzione – scrive Agnoletto – a causa della gravidanza, dell’imminente parto e degli impegni materni conseguenti. Vi lascio solo immaginare il mio stato emotivo e la profonda delusione registrata di fronte alla soluzione pensata dai miei colleghi, non foss’altro per la sacralità indiscutibile del diritto alla maternità ma anche all’indomani di proficui mesi di lavoro nei Referati di mia competenza». Ma il Comune respinge al mittente ogni accusa: la mole di lavoro è cresciuta e lei è poco presente. Idem la Agnoletto che definisce le motivazioni date come «assurde e infondate» e spiegando che non è molto presente perché sin dall’inizio ha accettato l’incarico part time.

ARIA DI RIMPASTO O TEMPESTA? – Aria di rimpasto o di tempesta a Mira. Ma non certo del cambiamento radicale, rivoluzionario e dal basso che i grillini da mesi a questa parte vanno sbandierando. Piuttosto sembra assistere alla solita bagarre tutta interna al Movimento5S che dal mal di pancia verso qualcuno avvertito come “scomodo” si impone dall’alto il suo sacrificio, si decide la sua epurazione, si preferisce cancellare con un colpo di spugna netto il contributo dato e il sudore speso per una causa nella quale fino a quel giorno si era creduti. A difenderla tra i colleghi è solo l’assessore Orietta Vanin.

PASTORELLI (PSI), EPISODIO ESPULSIONE DONNA INCINTA GRAVE – Mentre in tanti sono i politici che sono insorti contro la decisione e le hanno dato il loro sostegno. “L’episodio di Mira riferisce il vero modo di fare politica del M5S, un movimento in cui non esiste alcuna forma di democrazia interna tra gli stessi militanti e amministratori pubblici”. A sostenerlo è Oreste Pastorelli, tesoriere nazionale del Psi, candidato alla Camera nelle liste del Pd in circoscrizione Veneto 2, riferendosi all’episodio avvenuto al comune di Mira. “Un episodio simile – continua Pastorelli – denuncia il profondo disprezzo e l’emarginazione di cui è fatto oggetto chi, per ragioni diverse, non si allinea a codici di comportamento che investono anche la sfera privata. Penalizzare un amministratore pubblico perché incinta, è grave e deplorevole. Voglio esprimere la mia solidarietà e quella del partito socialista alla signora Agnoletto”. Mentre Valeria Fedeli, capolista Pd per il Senato in Toscana, ha definito “incredibile” la vicenda ribadendo che: “La legge afferma che le donne hanno il diritto di rimanere al lavoro anche con una gravidanza e l’amministrazione di Mira sta violando questo principio. Alla prova del governo, il Movimento Cinque Stelle sembra perdere il suo sbandierato nuovismo, viola i diritti basilari delle donne e si rinchiude dentro a un punto di vista retrogrado che mostra una preoccupante inadeguatezza”.

Lucio Filipponio

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