venerdì, 14 Agosto, 2020

M5s: quanti ne rimarranno? Lasciano altri due onorevoli

1

M5S-Labriola-FurnariDue ‘dissidenti’ fuori dal gruppo, duro scontro nel gruppo al Senato, attacco al Parlamento e indignazione della politica, una estemporanea iniziativa contro il gruppo Bilderberg, dipingono il momento in chiaroscuro del Movimento 5 stelle. Alessandro Furnari e Vincenza Labriola sono passati dal gruppo del Movimento 5 stelle al gruppo misto della Camera. Da giorni erano note le intenzioni dei due ‘dissidenti’, entrambi tarantini, protagonisti di un’accesa polemica sulla diaria.

FURNARI E LABRIOLA: ALTRI DUE ONOREVOLI CHE LASCIANO GRILLO – In rete si sprecano gli epiteti poco gentili all’indirizzo dei due, il gruppo li saluta con una intervista a Radio24 del neopresidente Riccardo Nuti che li definisce in sostanza dei “lavativi” e con un sarcastico comunicato: “Siamo certi che al gruppo misto lavoreranno molto meglio anche considerando che saranno finalmente liberi di disporre di tutto il denaro spettante”. Sarà anche per questo che il leader del movimento, in un post genericamente dedicato alle riforme, ha parlato di Parlamento “maleodorante”. Il Parlamento, per il comico genovese, è “incostituzionale in quanto il Porcellum è incostituzionale” e ora, ha aggiunto, “pretende di cambiare la Costituzione su dettatura del pdl e del pdmenoelle? Follia”. Furnari e Labriola, intanto, spiegano le ragioni del loro addio al gruppo attribuendole al dissenso sul caso Ilva, sul quale il movimento, dicono, ha “voltato le spalle” a Taranto e al “malessere” per “alcune decisioni” interne “calate dall’alto”.

M5S: UMORE A TERRA, CONFUSIONE, DEFEZIONI – Che l’umore nel movimento non sia dei più sereni, all’indomani del clamoroso scontro al Senato tra Mario Giarrusso e il capogruppo uscente Vito Crimi, lo dimostra il fatto che Giarrusso, che sospetta il gruppo di non averlo sostenuto fino in fondo nella corsa alla presidenza della Giunta per le elezioni, rincara poi la dose: “Provvederemo – ammonisce – a cacciare i berlusconiani dal Movimento”. Ma lo dimostra anche la vaga minaccia di querela indirizzata giorni fa a un cronista dell’Huffington Post, definito “gossipparo” dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio per un pezzo su Furnari e Labriola. Lo stesso cronista definito ieri da Manlio Di Stefano, un altro deputato M5S, per un altro articolo, “ottimo giornalista che controlla le fonti e detesta (come noi) che si parli di gossip e non di fatti”. Insomma, si va un po’ in ordine sparso: come i deputati M5S Bernini e Sibilia in missione a Londra per contestare Mario Monti al summit del Bilderberg, ma con la gran parte dei colleghi all’oscuro della loro iniziativa. Portano un cartello dedicato all’ex premier: “98% assenze Senato 100% presenze Bilderberg”.

GRILLO ATTACCA IL PARLAMENTO: L’INDIGNAZIONE DELLA POLITICA -Beppe Grillo attacca con virulenza le Camere, mentre due deputati lasciano il suo movimento per iscriversi al Gruppo misto. Il leader di M5s tuona contro il Parlamento che “potrebbe chiudere domani, nessuno se accorgerebbe. E’ un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica. O lo seppelliamo o lo rifondiamo. La scatola di tonno e’ vuota. Ripeto: la scatola di tonno e’ vuota”. Immediata la replica dei principali partiti e della Presidente della Camera: “Le dichiarazioni di Beppe Grillo, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia – afferma Laura Boldrini -. Sono dannose per il Paese, per la sua immagine all’estero, per chi lavora a rinnovare le istituzioni rendendole piu’ sobrie, efficaci e trasparenti e per gli stessi deputati del gruppo M5S, presenti con grande impegno nell’attivita’ della Camera”. “Grillo, nel suo blog popolato da cannibali, qualifica il Parlamento come ‘tomba maleodorante’. Mi aspetto che lo faccia incendiare come Hitler fece con Reichstag di Berlino” ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, in un comunicato. “I presidenti delle Camere insieme con il Capo dello Stato intervengano”, chiede Brunetta. E dal Pd Stefano Fassina, viceministro all’Economia, risponde al comico genovese: “Le parole di Grillo sul Parlamento sono inaccettabili. Definire il Parlamento ‘tomba maleodorante’ esprime una cultura autoritaria e fascista. Sono quasi le stesse parole usate da Mussolini nel discorso del bivacco. Non possiamo abituarci a tale linguaggio”.

 Lucio Filipponio

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply