sabato, 26 Settembre, 2020

M5S pronto al dopo referendum, Di Maio non sarà capo politico

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Il Capo politico del M5S, Luigi Di Maio, è il componente di questa maggioranza che più di tutti si sta esponendo per il sì al taglio dei parlamentari del referendum del 20 e 21 settembre, più dello stesso Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che non a caso sta evitando di ‘bruciarsi’ per una consultazione elettorale con il risultato meno scontato del previsto.
Nonostante la ricetta populista contro la famigerata casta, la società civile sembra meno propensa al taglio dei rappresentanti politici di quanto ci si aspettava.
“Quando mi sono dimesso a gennaio ho detto che speravo che le responsabilità potessero ricadere di più sulle spalle di più soggetti. Perché se la leadership è unica, poi gli altri si deresponsabilizzano”, ha annunciato Di Maio.
Tornando al giovane capo della Farnesina, dopo il suo endorsement al sì arriva anche l’annuncio di non fare più il Capo del Movimento: “Io non sto pensando di tornare a fare il capo politico del M5S. Quando parlo di leadership parlo del fatto che il Movimento si deve strutturare e organizzare, Vito Crimi sta facendo l’impossibile ma forse è arrivato il momento di eleggere leadership forte”, ha aggiunto spiegando che si può trattare di una leadership “singolare o plurale”.
Se da un lato il suo annuncio può essere letto come àncora di salvataggio per il Movimento in caso di debacle al referendum, dall’altro bisogna notare che il giovane ministro battezza come ‘Partito’ quello che è sempre stato dichiarato ‘movimento’, togliendo l’onta che avevano sempre avuto i penstastellati nei confronti dei partiti e di fatto collocando il suo ‘partito’ tra quelli dell’establishment.
“Crimi ha fatto l’impossibile ma purtroppo è solo reggente, non è stato eletto. Forse è arrivato il momento di eleggere una leadership forte: i partiti hanno bisogno di guide, anche plurali”, ha concluso l’ex vicepremier.
Inoltre resta l’incognita dell’alleanza Pd che nell’eventualità di una vittoria del No porterebbe alla ghigliottina dell’attuale segretario dem e a cascata di tutte le teste dell’attuale segreteria che ha dato il braccetto ai pentastellati.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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