martedì, 29 Settembre, 2020

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra: Socialismo Liberale

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L’azione è la vera divisa del socialista. La disciplina è propria dell’azione, ma guai a imporla nel dominio delle idee e delle ideologie. Socialismo Liberale, Carlo Rosselli, 1929.

 

Spesso, troppo spesso, si discorre del passato. Tematiche già vecchie, abusate ed incapaci di rispondere efficacemente nel presente. Spesso, troppo spesso, non si sente discorrere del presente. 

Manca una visione del futuro a cui sussegue l’assente programmazione, questo vale anche per le città, le regioni, la patria e l’Europa.

Nel bel mezzo della baraonda, anche dalle prestigiose tribune politiche del tubo catodico, politicanti di bassa lega agitano le acque dell’opinione pubblica affibbiando a problematiche reali, irreali etichette ideologiche. Non pochi, dunque, vorrebbero farci credere che i problemi di ieri sono uguali ai problemi di oggi; come se le necessità ed i bisogni di oggi non fossero diversi, impellenti e maggiormente complessi di ieri.

A diciassette anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, che con le sue canzoni riusciva a sconfessare la superficialità delle lotte ideologiche, le tematiche strimpellate sembrano essere attuali. Ma cos’è la destra cos’è la sinistra… e viene da chiedersi che importanza abbia tale denominazione oggi, nell’era post ideologica. L’era della finanza sovranazionale, della globalizzazione, l’era dell’uomo, l’antropocene.

Destra e sinistra, oggi, per chi studia e fa politica, rappresentano parole necessarie a dividere l’opinione pubblica, distraendo la gente comune dai problemi concreti e reali; il lavoro, l’europa e l’ambiente.

La massa, adusa ad una colpevole indifferenza, si è scoperta travolta da una pletora di problematiche irrisolte; le stesse che, seppure piccole, hanno contribuito a stancare e rallentare la voglia di progresso e cambiamento del Paese.

A chi, ancora, sostiene profonde differenze tra fascismi e comunismi basta opporre la realtà dei fatti; numeri di omicidi, presenza di campi di lavoro fosse comuni o cataste di morti. Come se non bastasse uno studio, seppur superficiale, può dimostrare l’ovvio; comunismo e fascismo sono pareti di una stessa cella, tinteggiate di colori diversi.

Tutto ciò premesso, quindi, è possibile addentrarsi nella questione che riguarda i socialisti ed il socialismo.

La realtà socialista, ed il partito socialista in particolare, supera la mere questioni ideologiche. Il socialismo liberale, che prende avvio dalle pagine scritte da Carlo Rosselli, è una fede politica che trascende l’attuale scontro tra fazioni.

Il socialismo liberale è, prima di essere concetto, rivoluzione morale tesa alla trasformazione della organizzazione sociale. Azione disciplinata tesa al cambiamento, libera dal pensiero ideologico o ideologizzato.

La socialdemocrazia è l’unica realtà politica trasversale, capace di porsi al di sopra delle mere questioni ideologiche. Essa conosce i “mali estremi” e, rifiutando l’oppressione delle dittature, ne fa la sintesi. La socialdemocrazia è ottimistica volontà nel domani con la testa al presente, che mette al centro la volontà dell’individuo e lo indirizza verso i valori libertari e di uguaglianza.

Come più volte affermato dal fondatore del movimento Giustizia e Libertà, Carlo Rosselli, il socialismo liberale si manifesta nel riformismo virile e realizzatore. Ciò vuol significare che l’uomo non è asservito alla storia e, se nel processo storico si fa posto alla volontà, il volontarista può sempre, nella maestà della sua intuizione, ritenere non vano l’appello alla volontà.

A questa volontà realizzatrice, però, non deve mancare la libertà; poiché liberi non si nasce, ma si diventa e ci si conserva tali mantenendo attiva e vigilante la coscienza della propria autonomia, esercitando costantemente le proprie libertà. La fede nella libertà è, al tempo stesso, una dichiarazione di fede nell’uomo, nella sua infinita perfettibilità, nella sua capacità di autodeterminazione, nel suo innato senso di giustizia.

Il socialismo, quindi, non è fatto politico ma questione morale e spirituale che, resa azione, agisce nella vita dell’uomo attraverso la politica.

Pertanto, consapevoli dei valori profondi che legano l’idea e l’azione dei socialisti, è da affermare la necessità della democrazia governante, grande assente della nostra giovane Repubblica.

Democrazia governante vuol significare rispetto delle regole, omologazione dei privilegi e fedeltà fiscale.

Per realizzare questo ambizioso progetto, però, è necessario abbandonare la maglia del tifoso e prendere la divisa del militante. E’ indispensabile costruire una gerarchia di valori ed agire con fermezza per raggiungere gli obiettivi sociali che, oggi, diventano improcrastinabili.

 

Antonio Musmeci Catania

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