sabato, 24 Ottobre, 2020

Ma vuoi vedere che i socialisti non sono mai esistiti?

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Tre cose insopportabili, anzi palesemente false. La rievocazione dell’approvazione dello statuto dei lavoratori della Rai con intervista a Luciana Castellina, all’epoca parlamentare del Pci che quello statuto non votò, e a nessun socialista. Il ricordo di Walter Tobagi su La sette, senza alcun accenno alla sua militanza nel Psi e a tutte le spinte, dopo il suo omicidio, che i socialisti, con Craxi e Intini, diedero alla magistratura per arrivare a scovare non solo i colpevoli, ma anche le complicità. Infine la dichiarazione di certo Riccardo Ricciardi, quello che ha infestato il Parlamento con le sue provocatorie accuse a una regione tragicamente colpita dal virus. Per farlo perdonare un giornale ha citato uma sua applaudita dichiarazione sul 25 aprile: “La resistenza fu combattuta da monarchici e repubblicani, da comunisti e da cattolici, da liberali”. I socialisti ringraziano. Ma il tribunale della storia condannerà questi gravi reati di consapevole dimenticanza.

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Mauro Del Bue

1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Mettendo insieme queste righe del Direttore col suo Editoriale del 22 maggio, dal titolo “Dopo la sfiducia” – dal quale si percepiva che i socialisti vengono di fatto “trascurati”, se non ignorati, dalla maggioranza di cui fanno parte – viene fuori che pare esservi una sorta di volontà, a più voci, tesa a rimuovere azione e ruolo del partito socialista.

    Pur trattandosi di “cose insopportabili”, mutuando il dire del Direttore, ne va preso giocoforza atto, anche per potervi in qualche modo rimediare – e non lasciarsi condurre verso un umiliante “annullamento” – il che può avvenire a mio avviso tramite una strada per così dire tattica, oppure seguendo un percorso di natura maggiormente strategica.

    Nel primo caso i socialisti dovrebbero cercare intese con quelle forze non intenzionate a farli dimenticare, e muoversi dunque senza valutare le intese su base essenzialmente ideologica, e senza legarsi “indissolubilmente” a chi non è stato loro amico, e continua semmai a non esserlo (tenersi cioè le mani abbastanza libere, in tema di alleanze).

    Nell’altro caso, quello di segno strategico, andrebbero messe in secondo piano le alleanze, e “coltivare” e difendere in primo luogo identità e memoria socialista, anche a costo di non avere rappresentanze parlamentari, e per la presenza istituzionale punterei molto sul voto e livello locale, dove la rappresentanza può essere più numerosa e diffusa.

    Né va escluso che le Amministrazioni locali siano destinate a veder crescere la loro importanza, dal momento che durante questa emergenza a Regioni e Comuni sono state demandate decisioni rilevanti, e talora non facili, o su tali piani sono state anche assunte significative e delicate responsabilità (il che potrebbe avere eventuali ed ulteriori sviluppi).

    Paolo B. 25.05,2020

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