mercoledì, 13 Novembre, 2019

Macedonia verso la strada della ripresa e dello sviluppo

0

Il primo a congratularsi con Stevo Pendarovski, vincitore del ballottaggio di domenica 5 maggio, per le le presidenziali in Macedonia del Nord, è stato il Premier greco Alexis Tsipras. C’era molta attesa in Europa e soprattutto in Grecia per l’esito di questa tornata elettorale. Il risultato del primo turno aveva visto quasi alla pari (42, 8 e 42,2) i due principali contendenti e cioè il candidato governativo, il socialdemocratico Pendarovski e la rappresentante del blocco nazionalista Goedana Siljanovska.

A dividerli soprattutto la scelta del cambiamento del nome del Paese in Macedonia del Nord. Cambiamento avvenuto poco meno di un anno fà in seguito all’accordo di Prespa, lago situato ai confini di Grecia e Macedonia, in cui i Premier dei due Stati avevano posto fine al principale ostacolo che aveva impedito il proseguimento del processo di adesione all’Unione europea della giovane Repubblica macedone, nata dalla dissoluzione della Iugoslavia.

Una scommessa allora portata avanti con coraggio e determinazione soprattutto dal Capo del Governo macedone Zaev e che sarebbe stata posta al vaglio del voto popolare in queste ultime elezioni. Si può ben dire che i macedoni, scegliendo Pendarovski, hanno scelto l’Europa. Il risultato è stato fin dai primi scrutinii favorevole a Pendorovski che alla fine si è attestato sul 52% rispetto al 44% della sua rivale e a circa il 4% di schede nulle. Ha sicuramente giocato a favore dell’esponente governativo l’atteggiamento della minoranza albanese che al primo turno aveva fatto confluire i propri suffragi sul candidato Reka che aveva ottenuto il 10%. In seguito, per il ballottaggio, Reka aveva lasciato libertà di scelta ma il partito albanese aveva indicato Pendarovski. Da non sottovalutare un altro pericolo insito in questo ballottaggio e cioé il fatto che se non si fosse superata la percentuale di votanti del 40% tutto il processo elettorale sarebbe stato annullato e si sarebbe dovuto ricominciare tutto da capo indicendo nuove elezioni. Ma la percentuale di coloro che si sono recati alle urne, circa il 46%, ha permesso di evitare questa eventualità.

Si aprono, dopo questo voto nuovi scenari per la Macedonia del Nord, non solo riferiti al rafforzamento del processo di adesione all’Unione Europea e alla Nato, risolutamente portati avanti da Zaev e Pendarovski, ma anche sul piano economico. Già la fine dell’ embargo con la Grecia, dopo l’accordo di Prespaha permesso di far affluire molti capitali privati da quel Paese ma ora il deciso passo di avvicinamento all’Europa sta suscitando l’interesse a investimenti di Germania e altri Paesi in quelle che sono le principali risorse economiche macedoni e cioè l’agricoltura, le raffinerie, le cave di marmo, mentre già fa sentire i suoi effetti positivi la recente riforma dell’energia da poco votata dal Parlamento. Un Paese che dopo anni di stagnazione economico derivata dalla crisi avvenuta dopo la fine del regime comunista sta riscoprendo la strada  della ripresa e dello sviluppo .

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply