lunedì, 3 Agosto, 2020

Macedonia. Zaev e il difficile rebus per formare il governo

0

Programmate per aprile ma poi rinviate al 13,14 e 15 luglio, causa il propagarsi dell’epidemia di coronavirus, si sono svolte le elezioni politiche in Macedonia del Nord convocate da un Governo tecnico che comprendeva tutti i partiti dopo le dimissioni del Premier Zaev. Tre giorni per votare, e già questa è una peculiarità, e soprattutto per cercare di assicurare la massima partecipazione. Lunedì 13 sono andate alle urne le persone contagiate dal virus e quelle in quarantena, martedì 14 i malati, i carcerati e coloro che vivono in case di riposo. Mercoledì 15 è toccato alla gran parte del corpo elettorale. Ciò nonostante la percentuale dei votanti è rimasta molto bassa, sotto il 50%, a dimostrazione del clima di emergenza che ancora di respira in Macedonia del Nord dove sono vicini a 10.000 i contagiati con oltre 400 vittime. A spoglio quasi ultimato si profila un testa a testa tra i socialdemocratici di Zoran Zaev e il Partito democratico per l’ unità nazionale (destra nazionalista). I primi avrebbero ottenuto il 36,5%, gli altri il 34,6%. Degli altri partiti, l’Unione democratica per l’integrazione ha ottenuto il 12% , l’Alleanza degli albanesi il 9%. Zaev pur di poco, può considerarsi vincitore, ma dovrà risolvere il difficile rebus delle alleanze per formare il nuovo Governo. Per lui erano elezioni difficili. Convinto europeista era riuscito a risolvere positivamente il problema del nome del Paese grazie all’accordo con la Grecia che si era sempre opposta all’utilizzo del nome Macedonia. Anche in virtù di questo accordo, oltreché per i progressi nel campo delle riforme e della lotta alla corruzione, si erano aperte le porte dell’Unione Europea e il Paese era diventato insieme all’Albania ” in via di adesione” rinnovando i negoziati che lasciano intravedere un prossimo ingresso. Ma l’accordo con la Grecia aveva suscitato le forti critiche dell’opposizione delle destra nazionalista che proprio su questo aveva incentrato la sua campagna elettorale. Un’altra decisione di Zaev era stata l’adesione alla Nato che aveva rafforzato la sua immagine a livello internazionale. Il Governo tecnico lascia in eredità al futuro esecutivo una situazione economica veramente preoccupante anche a causa delle restrizioni poste per il contagio da coronavirus che ha causato l’inattività di molte fabbriche ed aziende e una forte crescita della disoccupazione. Per questo motivo non aveva dato grandi risultati per ora l’accordo storico firmato da Zaev con il Premier albanese Rama e con il Presidente serbo Vucic per alleggerire e quasi eliminare i controlli doganali ai confini dei tre Stati favorendo gli scambi commerciali e costituendo un libero mercato del tipo di quello europeo.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply