martedì, 16 Luglio, 2019

Macron pacifica la Libia e ridicolizza Alfano

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Emmanuel Macron sembra essere riuscito a portare la pace laddove Nicolas Sarkozy portò solo la guerra trascinando tutta l’Europa in una avventura sino a poche ore fa senza soluzione. L’Italia resta ai margini, esattamente come ai tempi del governo di Silvio Berlusconi che a Gheddafi baciava le mani mentre il collega francese dell’epoca ridacchiava di lui in pubblico con Angela Merkel preparandosi a bombardare Tripoli e il dittatore senza avere una soluzione politica adeguata per il dopo. Ovviamente le opposizioni faranno il tiro al bersaglio sul governo Gentiloni. Ma è evidente che poco possono dire gli “eroi” del centro-destra (come la Meloni o Salvini) che erano al governo con Berlusconi quando venimmo ugualmente umiliati come nazione. Gli unici che possono legittimamente chiosare il comportamento del governo sono i pentastellati, non coinvolti oggi e non coinvolti ieri. La realtà, però, è molto semplice. Da tempo la politica estera dell’Italia è debole, guidata con scarsa autorevolezza, priva di una visione strategica. E pensare che tutto questo possa essere garantito da una figura criticabile e sbiadita come Angelino Alfano è esercizio veramente complicato e destinato a essere coronato da insuccesso. Per altre umilianti storie uno come l’attuale ministro degli esteri avrebbe dovuto abbandonare volontariamente la poltrona del Viminale. È evidente che anche in questo caso solo le dimissioni gli restituirebbero un minimo di dignità. Ma si guarderà bene dal presentarle. E noi continueremo a essere insieme a lui irrilevanti in Europa e ancor di più nel mondo.

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