martedì, 28 Gennaio, 2020

Madagascar: “l’isola che non c’è” esiste ed è il paradiso dei naturalisti

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Madagascar-Nosy BeMadagascar. A chi non viene subito in mente il formidabile gruppo di animali scavezzacollo in fuga dallo zoo di Central Park che, dopo tante peripezie, si ritrova sulla spiaggia della selvaggia e bellissima “grande terra”? Così i malgasci chiamano la loro isola, la quarta più grande del mondo. Ma, soprattutto, “terra promessa” dei naturalisti. Qui, più che altrove, la natura regna sovrana e se avete voglia di incontri ravvicinati con mutevoli camaleonti,  simpatici lemuri oppure con le 250 specie di rane, allora siete nel posto giusto. Animali insoliti, piante meravigliose e alberi molto longevi come i baobab, si incontrano ad ogni passo anche perché qui è concentrato il 5% delle specie animali e vegetali dell’emisfero. E addirittura l’80% di queste sono endemiche.

“LA CITTA’ DEI MILLE” E IL SUO ANTICO SAPORE COLONIALE – Così gli “abitanti” originari di questa terra vivono incontrastati, distribuiti tra le cinquanta riserve e parchi naturali dei quali, nel 2007, alcuni sono diventati Patrimonio mondiale dell’Unesco. Insomma, un’esplosione di colori e vitalità. Evidente anche nelle donne che indossano vestiti bellissimi e dai colori sgargianti e usano dipingersi il viso con la creta per proteggerlo dall’azione dei raggi solari. Antananarivo, la Città dei Mille. Anche la capitale del Madagascar, Antananarivo, vanta un passato vivace, tant’è che lo stesso nome significa ”Città dei Mille” per via del numero di soldati assegnati al re Andrianjaka che la fondò nel 1625. Parecchio tempo dopo, nel XIX secolo, divenne prima capitale del Regno Merina e poi colonia francese. Le stesse case e gli edifici sono lì a ricordare il lontano passato con il loro tipico stile coloniale. La città è custodita da due fortezze costruite rispettivamente sulle colline ad est e sud-ovest. Oltre alle cattedrali, ospita circa cinquanta chiese, così come una moschea musulmana.

DALLE SPIAGGE BIANCHISSIME DI SALARY ALL’ISOLA PROFUMATA NOSY BE – Lungo la costa sud occidentale. Tra Anakao, Tulear e Morombe si distendono lunghe spiagge di sabbia bianchissima, ancora poco conosciute dal turismo di massa (e per questo è meglio tenerle segrete!). Il candore delle spiagge si alterna ai pittoreschi villaggi di pescatori Vezo, ideale punto di ritrovo per gli amanti del diving e dello snorkeling al rientro dalle loro immersioni. Da Tulear spostandosi verso nord si può raggiungere il villaggio di Salary. Anche qui lunghe spiagge di sabbia bianca con dune di sabbia che degradano sul mare e una meravigliosa baia bagnata dal un mare dalle diverse tonalità di colore che vanno dal verde al turchese. Nosy Be, l’isola profumata. Proseguendo verso nord è inevitabile trascorrere qualche giorno a Nosy be. E’ la più grande tra le isole dell’omonimo arcipelago situato a nord di Madagascar. Non a caso il suo nome significa “grande isola” ma, in realtà, l’appellativo che le si addice meglio è quello attribuito dalla popolazione locale, ovvero “isola profumata”. È uno dei ricordi più vivi al rientro. L’aria che si respira da queste parti è inebriante per le intense fragranze delle piante e spezie diffuse nell’isola: ylang ylang, caffè, vaniglia, cacao, pepe, cannella, canna da zucchero e altre piante tipiche del Nord del Madagascar. Ma ugualmente “inebriante” è la vista del paesaggio, in particolare la zona interna ricca di laghi sacri, foreste e villaggi primitivi.

NOSY MANITRA, LA BAIA CHE TOGLIE IL FIATO – E anche se costa un po’ di fatica, una volta raggiunta la cima del Monte Passot il  panorama dell’ampia baia di nosy Manitra e le isolette che circondano l’isola, quali l’arcipelago delle Mitsio e Nosy Iranja, lascia senza respiro. Quest’ultima è l’isola delle tartarughe e si raggiunge facilmente da Madirokely con la barca (in circa 90 minuti), un vero paradiso naturale: due isole unite da una lingua di finissima sabbia bianca di oltre un chilometro che compare e scompare con le maree. Ma per meglio cogliere le sfumature del mare cristallino che si congiunge col cielo indaco, bisogna raggiunge il faro. A quindici minuti da Nosy Be c’è Nosy Komba, l’isola dei lemuri macaco che vanno ghiotti per le banane. Qui ci sono alcuni piccoli villaggi di capanne fatte in legno con i tetti di palma dove vivono pescatori e artigiani specializzati nella lavorazione del legno. Alla ricerca delle balene. L’isola di Sainte Marie si trova a 8 km a largo della costa orientale del Madagascar. I più fortunati, da luglio a settembre, possono avvistare le balene megattere che attraversano lo stretto che separa l’isola dalla costa orientale del Madagascar per partorire o per cercare un compagno.

Cecilia Sgherza

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