venerdì, 14 Agosto, 2020

Mafia Capitale, commissariati i primi due appalti

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MAFIA-CAPITALEPrimi appalti commissariati dal presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, relativi all’inchiesta Mafia Capitale: uno affidato da Ama al Consorzio Nazionale Servizi (con sede a Bologna) e l’altro alla Cooperativa Edera (con sede a Roma). L’avvio del procedimento da parte di Cantone è scattato ieri, le due aziende ora hanno 15 giorni di tempo per presentare un’eventuale memoria. Successivamente Cantone chiederà al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro di emettere i relativi decreti di commissariamento. Nel frattempo il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha presentato la nuova giunta comunale in seguito alle dimissioni di alcuni assessori a poche ore dal terremoto provocato dall’inchiesta nota come Mafia Capitale. 

GLI APPALTI COMMISSARIATI – Sono due gli appalti affidati da Ama a due cooperative, sottoposti al commissariamento dal presidente dell’Authority Anticorruzione, Raffaele Cantone: il Consorzio nazionale servizi (Cns), il cui appalto con l’Ama – municipalizzata romana rifiuti e ambiente – è un colosso della cooperazione associato a Legacoop. L’altro appalto dell’Ama commissariato concerne la cooperativa Edera di Roma, il cui responsabile Franco Cancelli si trova agli arresti domiciliari per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’. Nelle intercettazioni del Ros Cancelli compare spesso in relazione a Salvatore Buzzi (a capo della cooperativa sociale ’29 Giugno’ e definito dai pubblici ministeri romani “braccio destro imprenditoriale” di Carminati, ndr) con il quale sembra spartirsi alcuni appalti.

SABELLA: PRESUPPOSTI PER 41 BIS A CARMINATI – “Il 41 bis – il carcere duro per i mafiosi – ha dato grandi frutti e grandi risultati. Ci sono i presupposti perché venga applicato a Massimo Carminati”. Così il neo assessore alla Legalità e Trasparenza del Comune di Roma (assessorato creato ad hoc), il magistrato Alfonso Sabella, in merito alla richiesta della Procura di Roma di applicare il 41 bis al presunto capo di Mafia Capitale, detenuto in provincia di Udine. “É una mafia diversa da quella conosciuta a Palermo – aggiunge Sabella -, ma altrettanto pericolosa. Non tanto per l’allarme che crea per l’ordine pubblico, almeno per il momento, ma per il livello di infiltrazione nella pubblica amministrazione. Una mafia che avvolgeva l’attività amministrativa a Roma”.

Redazione Avanti!

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