sabato, 18 Gennaio, 2020

Mafia Capitale, ora indaga il Prefetto

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Roma-mafia-AlemannoSbiadisce sempre più l’ipotesi dello ‘scioglimento per mafia’ del Consiglio comunale di Roma, ma in ogni caso ci sarà un controllo diretto sugli atti del Campidoglio. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha infatti delegato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro a esercitare i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune di Roma. In pratica Pecoraro nominerà un commissario e due vicecommissari che filtreranno le carte del Comune di Roma, municipi compresi, quantomeno per tutte le materie coinvolte dall’inchiesta penale denominata ‘Mafia Capitale’, al fine di verificare l’esistenza dei presupposti per poter chiedere al governo il commissariamento del Comune. ‘L’accesso agli atti’ è un meccanismo che dura circa tre mesi al termine del quale il commissario riferisce al prefetto di Roma, che a sua volta relaziona al responsabile del Viminale.

Secondo Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia si tratta di una scelta che “nella trasparenza permetterà gli approfondimenti necessari a valutare se ricorrano o meno i presupposti per un commissariamento”. L’esponente del Pd chiede inoltre “rigore e celerità, ma senza strappi alle regole: l’obiettivo non può essere quello di punire l’amministrazione, ma di individuare e superare le eventuali zone d’ombra per restituire fiducia ai cittadini”.

Per quanto concerne la bufera che si è abbattuta sul Pd di Roma, il neo commissario Matteo Orfini parla di “commissariamento non breve che servirà a ricostruire il partito capitolino che da anni era ostaggio di gruppi dirigenti che pensavano più alle guerriglie di potere corrente piuttosto che occuparsi della città: questo rende un partito più permeabile” ha concluso Orfini. Contestualmente sulla vicenda è intervenuto Roberto Morassut, esponente della minoranza romana del Pd secondo cui “le battaglie di chi denunciava distorsioni sono state sottovalutate e osteggiate e che il Pd a Roma e nel Lazio ha bisogno di ritrovare l’anima perduta”.

Nel frattempo Marco Di Lello, capogruppo Psi a Montecitorio ha sollecitato il ministero dell’Interno e dell’Ambiente attraverso due interrogazioni a risposta scritta affinché intervengano per fare chiarezza e sospendere le gare d’appalto coinvolte nell’inchiesta, mentre domattina il Psi presenterà un emendamento all’Italicum, il disegno di legge sulla riforma della legge elettorale attualmente in Commissione Affari Costituzionali al Senato, sulle modalità di ammissione dei candidati alle elezioni politiche, regionali e comunali.

DI LELLO (PSI): ALFANO QUESTA VOLTA FACCIA PULIZIA – “Dal ministro Alfano, memori di quanto avvenuto nel caso Ablyazov e nei pestaggi degli operai della AST, oggi ci aspettiamo più chiarezza e forte volontà di fare pulizia fino in fondo”. È quanto afferma il capogruppo del Psi a Montecitorio, Marco Di Lello, che il 21 novembre scorso era alla guida di una delegazione del Migration Committee dell’Internazionale Socialista al CARA di Mineo, in una interrogazione al ministro degli interni. “Più si scava – prosegue l’esponente socialista che è membro della Commissione antimafia – più emerge il groviglio di interessi e malaffare che ruotava attorno ai personaggi del Mondo di Mezzo.

È inquietante, ad esempio, che Odevaine (ora in carcere per corruzione aggravata, ndr) sedesse al Tavolo di coordinamento nazionale del Ministero dell’Interno per le libertà civili e l’immigrazione che gestisce le politiche di accoglienza predisposte dal nostro Paese. Le ramificazioni dell’inchiesta raggiungono la Campania e la Sicilia. In quest’ultimo caso, difatti, coinvolgono anche il Consorzio Caltino Terra d’Accoglienza, ente attuatore del CARA di Mineo, il più grande d’Europa per richiedenti asilo, con al centro della vicenda Luca Odevaine, consulente del Consorzio. Curiosamente è lo stesso che in passato ha avuto una serie di incarichi di prestigio nelle amministrazioni della Capitale, che faceva parte della Commissione che ha deciso l’ultima gara di appalto – 97 milioni – per la gestione dei servizi del CARA vinta, lo scorso luglio, dagli stessi gestori negli ultimi tre anni con una sola offerta “valida” e un ribasso di appena l’uno per cento.

E se in Sicilia gli affari della malavita romana si sono dedicati al filone milionario degli immigrati, in Campania – prosegue Di Lello in una seconda interrogazione al ministro dell’Ambiente – erano interessati a un’altra miniera d’oro, quella dei rifiuti. Nel consiglio d’amministrazione della società affidataria dell’appalto per la bonifica della discarica di Giuliano, la più pericolosa della Campania perché ospita veleni di ogni tipo, tra i membri del CDA sembra essere coinvolto Luigi Lausi oltre a Riccardo Mancini che, in diversi periodi, è stato sia consigliere di amministrazione che presidente della società. Alla luce di queste notizie, di pubblico dominio, e in attesa delle indagini che potrebbero solo peggiorare la gravità dei fatti, – conclude Di Lello – i ministri interessati potrebbero forse cominciare a verificare il meccanismo stesso della perversa e perenne ‘logica emergenziale’ e la regolarità delle gare di appalto, casomai cominciando subito con l’annullarle”.

PSI PRESENTA EMENDAMENTO ALL’ITALICUM – Domattina il Psi presenterà l’emendamento – già depositato al Senato – dunque predisposto prima degli ultimi fatti che hanno coinvolto la città di Roma, che prevede il vaglio delle prefetture sulle candidature prima che queste diventino ufficiali, al fine di assicurare ‘liste pulite’ alle competizioni elettorali nazionali. A presentare i dettagli dell’emendamento saranno il segretario del Psi e vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini; il presidente dei parlamentari socialisti e segretario della Commissione bicamerale Antimafia, Marco Di Lello; il capogruppo Psi in commissione giustizia al Senato, Enrico Buemi.

 Silvia Sequi

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