lunedì, 3 Agosto, 2020

Mafia Capitale, rischi di commissariamento

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Roma-mafia-CampidoglioDopo le dimissioni di tre esponenti del Pd dell’amministrazione capitolina, arrivano anche quelle di Luca Gramazio, capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio, e del presidente della Commissione Trasparanza, Giovanni Quarzo, tutti indagati nell’operazione “Mondo di mezzo”. Nel frattempo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha optato per il commissariamento del partito democratico di Roma, nominando come commissario, Matteo Orfini, presidente dell’assemblea Pd. Il sindaco della Capitale, Ignazio Marino ha invece incontrato il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone che costituirà al proprio interno un pool di esperti per analizzare possibili appalti sospetti legati all’inchiesta denominata “Mafia Capitale“.

ZINGARETTI, SOSPESE GARE D’APPALTO – Anche il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti si è mosso e ha disposto “un’indagine conoscitiva presso tutte le principali centrali appaltanti della Regione quali: Asl, Ater (Azienda territoriale per l’edilizia, ndr), Centrale Unica e Dipartimenti per conoscere se società legate all’inchiesta abbiano partecipato a gare e a bandi pubblici e il loro esito”. Zingaretti ha anche sospeso le gare d’appalto in corso. “In attesa delle verifiche che ho disposto sulle gare della Regione, ho intanto chiesto la sospensione dell’assegnazione delle gare in corso”. Oltre al Campidoglio, infatti, anche la Regione Lazio è nel mirino degli investigatori il cui obiettivo è quello di stabilire il livello di infiltrazione che il gruppo capeggiato da Massimo Carminati (ex Nar ed ex banda della Magliana, ndr) è riuscito a raggiungere con l’attuale amministrazione regionale e con quella precedente.

IL PREFETTO: “STIAMO VALUTANDO ALLO SCIOGLIMENTO DEL COMUNE”  – Il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro non ha escluso la possibilità di sciogliere il Comune di Roma per mafia, anche se, ha spiegato, al momento parlarne è prematuro. “Roma non ha mai visto una situazione del genere. Stiamo leggendo le 1.200 pagine dell’ordinanza in modo da valutare” la possibilità “e poi riferiremo al ministro”. Nel frattempo la Prefettura ha deciso di garantire la scorta al sindaco di Roma poiché “ci sono intercettazioni con insulti che confermano che una sua esposizione c’è e va valutata con le forze dell’ordine. Il sindaco è un’istituzione e va protetto” ha spiegato Pecoraro.

UN TERREMOTO CHE POTENZIALMENTE SEMBRA NON SALVARE NESSUNO – Nello tzunami delle ultime ore ha suscitato accese polemiche la foto – datata 2010 – in cui sono ritratti l’attuale ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (all’epoca capo di Legacoop) insieme a Salvatore Buzzi – capo della cooperativa sociale “29 giugno” e definito dai pubblici ministeri romani “braccio destro imprenditoriale” di Massimo Carminati (ex Nar ed ex banda della Magliana) – Gianni Alemanno (ex sindaco di Roma) e Franco Panzironi (ex capo dell’Ama), tutti inquisiti nella maxi – indagine su ‘Mafia Capitale’. Alla domanda su cosa ci facesse alla quella cena, il responsabile del dicastero del Lavoro ha spiegato che all’epoca dei fatti era a capo di Legacoop “ed è ovvio che partecipi a tante iniziative e incontri tante persone” si è difeso il responsabile del dicastero del Lavoro.

NENCINI, MARINO CAMBI GIUNTA O MEGLIO LE URNE – Sulla vicenda è intervenuto il segretario Psi, Riccardo Nencini, dichiarando che: “Il sindaco Marino dovrebbe parlare alla città, rimuovere chi porta le responsabilità amministrative, cambiare giunta (non un rimpastino, insomma), mettere mano con urgenza alla galassia delle societa’, a partire dal trasporto pubblico, in deficit perenne. Un segno forte di discontinuità. Ora. Diversamente, meglio le urne” ha concluso il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Siria Garneri

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