martedì, 10 Dicembre, 2019

Malta, proteste dopo la fiducia dei Labour a Muscat

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Ha tentato in tutti i modi di non venire invischiato nell’indagine aperta sull’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia ma alla fine il Premier maltese Joseph Muscat ha dovuto annunciare che si dimetterà nelle prossime settimane. Non prima però che il suo partito, il Partito Laburista maltese nomini al posto suo un nuovo segretario, la qual cosa è prevista per il 12 dicembre. D’altra parte, anche se i provvedimenti della magistratura non lo avevano coinvolto personalmente, aveva nei giorni scorsi assistito alla messa in stato di accusa del Ministro dell’Economia Chris Cardona, che si era autosospeso, e a quello del Turismo Konrad Mizzi che aveva respinto ogni addebito. L’omicidio della giornalista avvenuto nel 2017 aveva causato una profonda impressione a Malta e le proteste di piazza per la lunghezza che aveva contraddistinto le indagini si erano via via intensificate anche perché netta era la sensazione dei maltesi che Daphne Caruana Galizia fosse stata eliminata perché stava per fare luce sugli intrecci criminosi tra delinquenza e politica. E quando una decina di giorni fa è stato arrestato Yorgen Fenech, un imprenditore al centro di molti finanziamenti occulti e di trame associate al potere politico che in carcere ha cominciato a fare le prime ammissioni, la richiesta di dimissioni dell’esecutivo è diventata ancora più pressante. Non sono servite le prese di distanza, da parte di Muscat, dagli indagati ne’9 le rassicurazioni dello stesso che Malta non è il Paese dell’impunità e dell’insabbiamento delle indagini. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la concessione della grazia presidenziale a Melvin Theuma, un imprenditore che ha collaborato con i magistrati ma che è considerato uno degli organizzatori a livello operativo dell’ attacco criminale che ha portato all’uccisione della giornalista.
La gente non ci ha visto più e le proteste di piazza contro Muscat si sono intensificate. La sorella della giornalista ha chiesto a nome della famiglia le dimissioni immediate del Premier. Il gruppo laburista al Parlamento maltese ha riconfermato la fiducia a Muscat qualunque siano le sue decisioni sulla richiesta di dimissioni ma la strada sembra ormai segnata dopo le parole dello stesso Premier. Malta, da molti ritenuta un Paradiso fiscale, deve fare i conti, visto la sua posizione geografica, con il problema delle migrazioni clandestine. Di fronte però alla decisione di chiudere i porti e di non permettere alla navi delle ONG di sbarcare liberamente i migranti si assiste a un massiccio utilizzo sotterraneo e sfruttamento di degli stessi come manodopera per i lavori edili in barba alle normative europee.
Forse la dimissioni annunciate da Muscat permetteranno anche di vederci chiaro anche in questa vicenda finora sottaciuta.

Alessandro Perelli

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