martedì, 18 Febbraio, 2020

Mamma mia

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Solo la riforma del Senato è stata migliorata. Superato il
bicameralismo paritario, avremo una Camera dei territori con funzioni
certe e una spiccata identità. Il profilo che anche noi chiedevamo per
rafforzare un organo uscito indebolito da Montecitorio. Per il resto, notte.
Notte sul governo dell’aula, troppo spesso in balia di facinorosi
urlanti. Fioccano gli insulti e non si tacciono minacce isolate sotto
una presidenza incerta e di una tolleranza colpevole.
Notte sul l’eccellenza dell’ostruzionismo. Dai milioni di emendamenti
presentati si è passati alle urla, alle provocazioni. Penso
all’ostruzionismo dei radicali negli anni Settanta. Un’abissale differenza.
Notte sulla qualità del dibattito, benché la riforma della Carta
favorisca la tendenza a farsi costituzionalisti almeno per un giorno.
Notte, finalmente, sul senatore Barani. Per il gesto sessista di cui si
è reso responsabile e soprattutto perché quel gesto ha svelato a tutti
l’ipocrisia del garofano ostentato all’occhiello della giacca. Barani,
il garofano, l’ha utilizzato come fosse una boa nelle sue infinite
peregrinazioni. Qualcuno obietterà che non è e non è stato l’unico, né
lo sarà. Resta comunque un usurpatore. Da avanspettacolo.

Riccardo Nencini

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