venerdì, 15 Novembre, 2019

MANOVRA IN CERCA D’IDENTITÀ

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Dopo una notte passata in bianco per trovare una quadra possibile per proseguire senza traumatiche rotture verso la presentazione della manovra, da Bruxelles arriva una tirata di orecchie quanto messo a punto fino ad ora dall’esecutivo. La manovra dell’Italia infatti, per gli uffici del Berlaymont, non rispetta la riduzione del debito. Il peggioramento del deficit strutturale infatti, secondo gli economisti della Commissione, non è in linea con le decisioni Ecofin. E la Ue in una lettera chiede chiarimenti per verificare se l’Italia abbia rispettato gli impegni assunti in chiave europea. I chiarimenti chiesti dalla Ue al governo dovranno arrivare entro domani, “per consentire alla Commissione di tenerli in considerazione prima di dare l’opinione formale sulla manovra”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non mostra però preoccupazioni. “All’Ue daremo tutti i chiarimenti, non siamo preoccupati” ha affermato il premier. “La Commissione – spiegano fonti del ministero dell’Economia – chiede chiarimenti che il Governo si appresta a dare entro domani. La lettera prende nota della richiesta di flessibilità da parte del Governo italiano per eventi eccezionali e richiama la discussione, promossa anche dall’Italia, tenutasi nell’ultimo Eurogruppo del 9 ottobre sull’intonazione di bilancio (fiscal stance) dell’Eurozona”.

La lettera, inviata al ministero dell’Economia è firmata dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che chiariscono: “Le informazioni che ci saranno fornite dall’Italia ci aiuteranno a determinare se vi sia un rischio di deviazione significativa dagli aggiustamenti di bilancio raccomandati nel 2020 e nel passaggio tra il 2019 e il 2020”.

Anche il viceministro dell’Economia Antonio Misiani parla di un tonto “lontano anni luce dalle letteracce dell’anno scorso, che contestavano radicalmente l’impostazione della Manovra gialloverde. Noi siamo riusciti invece a costruire una Manovra espansiva che aiuterà l’economia italiana a ripartire ma lo abbiamo fatto rimanendo nel quadro delle regole europee, come dimostreremo, numeri alla mano, a Bruxelles”.

Una manovra che il vicesegretario del Psi Vincenzo Iacovissi definisce “in cerca di identità. Quello che emerge dalle anticipazioni sui contenuti della manovra di bilancio è l’assenza di una idea-guida che ne formi lo spirito e l’obiettivo. Vedremo quanto e come cambierà dopo la presentazione dei provvedimenti e durante i passaggi parlamentari, con l’auspicio che vengano tenute in maggiore considerazione alcune priorità come la riduzione progressiva delle disuguaglianze tra ceti sociali e tra centro e periferia, il sostegno alla natalità e le misure per ridurre l’emorragia di giovani costretti a lasciare il Paese in cerca di un futuro migliore, mediante, ad esempio, una seria politica di incentivazione all’assunzione di under 35. Insomma – ha concluso Iacovissi – restiamo in attesa che venga definita una chiara direzione di marcia, per evitare che il tutto assomigli troppo ad una semplice operazione contabile ma diventi, invece, operazione di rilancio politico e sociale del Paese”.

Eurostat intanto fa sapere che nel secondo trimestre del 2019 il debito italiano è schizzato al 138% del Pil dopo il 136,6% del primo trimestre. Il nostro è quindi tra i tre Paesi che hanno avuto il rialzo maggiore sul trimestre (+2%, dopo Cipro a +6,4% e Grecia a +2,7%. Quello italiano resta inoltre il secondo debito più alto della Ue dopo la Grecia (180,2%).

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