domenica, 5 Aprile, 2020

Manutenzione e sicurezza

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Nella stazione ferroviaria di Piacenza, nella sede della Polfer, sabato scorso trascorsero dodici ore ininterrotte di interrogatorio degli operai della manutenzione dello scambio che provocò il deragliamento del Frecciarossa 1000 del 6 febbraio 2020. La domanda per acquisire la verità dell’accaduto resta la stessa: cosa è realmente successo alle 5,30 di giovedì scorso su quello scambio del lodigiano? A raccontare i fatti sono stati chiamati  i cinque operai indagati dalla procura di Lodi per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni multiple per l’incidente in cui hanno perso la vita due macchinisti che viaggiavano a bordo del Frecciarossa appena partito da Milano e diretto a Salerno e in cui sono rimasti feriti, in modo non grave, altri 31 passeggeri. Tutti gli indagati, da quanto si apprende, avrebbero risposto alle domande del pm Giulia Aragno e degli investigatori della Polfer.

Gli indagati, assistiti dagli avvocati Armando D’Aponte e Fabio Cagnola, dovevano ricostruire con precisione tutte le operazioni tecniche fatte la notte dell’incidente,operazioni manuali che vengono svolte seguendo rigidi protocolli. Agli operai è stato chiesto anche di spiegare la catena di comando che ha portato a comunicare alla centrale di Bologna lo stato dello scambio, considerato il “punto zero” dell’impatto, su cui avevano smesso di lavorare circa un ora prima dell’incidente, lasciandolo disattivato – così come già sostenuto quando erano stati sentiti come testimoni – e fuori dal sistema automatizzando, poiché erano riusciti a risolvere il guasto. Tutti hanno negato le accuse, anche se nessuno sa spiegare perché il deviatoio era in posizione sbagliata, tale da far deragliare il treno in transito. Gli accertamenti tecnici, insieme alla ricostruzione della catena di comando, potrebbero portare a nuovi iscritti nel registro degli indagati. Saranno necessari ancora diversi giorni perché la tratta ferroviaria interessata dal deragliamento possa essere  riaperta e consentire il ripristino dell’Alta Velocità. Frattanto potrebbe essere utile citare alcuni elementi essenziali dell’esercizio ferroviario, con particolare riguardo alla manutenzione. Il servizio di manutenzione degli impianti e delle apparecchiature dell’esercizio, nelle sue diverse e complesse componenti è di importanza fondamentale per l’affidabilità, la sicurezza e la continuità della circolazione.

Il servizio di manutenzione degli scambi e della via deve essere rigorosamente programmato in modo che sia possibile controllare, per quanto occorre e tempestivamente, l’efficienza dei materiali e degli apparati centrali degli impianti, con le modalità suggerite dall’esperienza e dalla tecnologia. L’obiettivo è quello di dare alle strutture della via le indispensabili garanzie di efficienza, nei limiti necessari per la sicurezza e la regolarità dell’esercizio.

Manfredi Villani

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