martedì, 19 Marzo, 2019

Potenza al Psi: Serve una Epinay del socialismo italiano

0

“Abbiamo letto con attenzione ed interesse le due mozioni che si confronteranno al prossimo congresso straordinario del PSI”. Inizia così la lettera aperta  che Aldo Potenza e Antonino Martino rispettivamente presidente e coordinatore di Socialismo XXI, hanno scritto, in previsione dei Congresso socialista di fine marzo, ai candidati alla segreteria del Psi, Enzo Maraio e Luigi Iorio.

“Pensiamo sia corretto – si legge ancora nella lettera – lasciare i commenti e le osservazioni politiche generali ai compagni congressisti, anche se avremmo molte osservazioni e suggerimenti da formulare che riguardano sia gli aspetti politici, sia quelli programmatici avanzati dalle due mozioni; sia sui primi, sia riguardo a quest’ultimi riteniamo che i documenti approvati a Rimini da Socialismo XXI siano più che sufficienti. Ci preme, ma immaginiamo che interessi tutti i socialisti ovunque siano approdati, rivolgere ad entrambi una domanda. Cosa pensate della proposta di una Epinay del socialismo italiano? Ovvero di una iniziativa che non riguarda solo i socialisti di sempre, ma che si rivolge a tutti coloro che ritengono ormai indispensabile restituire all’Italia e all’Europa un forte partito di orientamento socialista italiano?”

Il primo a prendere carta e penna per rispondere è stato Enzo Maraio. “Care compagne e cari compagni di Socialismo XXI, ho letto con attenzione e rispetto i documenti scaturiti dall’incontro di Rimini e penso che sia giusto riavviare una seria discussione nella ‘rinnovata cornice della tradizione umanistica e libertaria del movimento socialista, traendo ispirazione da quella tradizione che intende il pluralismo prima di tutto come autonomia della cultura’. Gli appelli all’unità, anche quelli più recenti (dal documento del Segretario Nencini sostenuto da autorevolissimi compagni alla mozione che mi candida a Segretario Nazionale del PSI), d’altronde, si muovono in questo solco”.

“Tuttavia – continua Maraio – siamo tutti consapevoli che l’unità socialista non basta e rischia di essere insufficiente ad affrontare la sfida dei sovranismi nazionali. È assolutamente necessario contribuire a costruire un soggetto più ampio, di stampo riformista, per raccontare un’Italia più libera e, soprattutto, più civile, un’Italia laica e libertaria, democratica, attenta all’ambiente e allo sviluppo ecosostenibile, un’Italia in grado di partecipare alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa, contribuendo a recuperare lo spirito dei pionieri che fondarono la Comunità Europea, da Turati a Spinelli da Craxi a Pannella”.
“Questo è quello da fare nell’immediato, in un contesto che minaccia la concezione stessa di Società Aperta, così come voluta dai padri costituenti dell’Unione; caratterizzato da sterili sovranismi nazionali di stampo illiberale che arrivano a negare la storia, come per i casi di jan Palach a Praga e Imre Nagy in Ungheria, e dimostrano una “spiccata repulsione” per i diversi, siano essi migranti, omosessuali, zingari, ebrei o musulmani”.

“Sulla proposta di una Epinay del socialismo Italiano – afferma Maraio – non potete che trovarmi d’accordo, come tutte le altre volte che è stata espressa una proposta simile, purchè non riguardi solo i socialisti ‘storici’ ma si apra al contributo politico-culturale di altre sensibilità, insostituibili se immaginiamo una visione futura del socialismo italiano ed europeo. Qui non si tratta di misurare le forze in campo, tutte le forze sono necessarie al di là della presenza elettorale di ognuno; si tratta piuttosto di esprimere una politica nuova, che declini in maniera innovativa i valori socialisti e li proietti nella prospettiva di una nuova alleanza di centrosinistra aperta a tutte le forze di ispirazione democratica, progressista e socialista”.

“Per questo – conclude Enzo Maraio nella sua lettera di risposta – ritengo opportuno che siate presenti ai lavori congressuali del 29, 30 e 31 marzo a Roma, per contribuire insieme a noi ‘dal basso e nelle coscienze’ a costruire il futuro del socialismo del XXI secolo.

Non serve aspettare, il Domani è Adesso. Avanti!”.

Anche Luigi Iorio ha risposto alla lettera aperta di Potenza: “Cari compagni Potenza e Martino – afferma il candidato alla segreteria del Psi – non intendo dare alla vostra lettera una risposta con toni formali. La mia risposta sta nei comportamenti quotidiani che io personalmente, e i compagni che hanno sottoscritto la mozione che mi sostiene, teniamo nei confronti dei tantissimi socialisti che operano all’esterno del PSI, in forma individuale o associata. Il nostro comportamento parte intanto dal rispetto assoluto nei confronti di tutti i compagni che si muovono nel segno del socialismo, anche quando esprimono opinioni diverse dalle nostre. Non abbiamo mai detto, come altri, che “i soli socialisti sono quelli iscritti al PSI” e riteniamo che il PSI abbia il dovere di essere una casa aperta, inclusiva ed accogliente per tutti. Per questo abbiamo detto no ad ogni esclusione ed emarginazione. Per questo, tra l’altro, riteniamo che il PSI debba revocare i provvedimenti con i quali ha negato l’iscrizione ad alcune autorevoli personalità socialiste, tra i quali il presidente della vostra associazione Aldo Potenza. E su questo punto sono sicuro che concorderà anche Maraio”.

“Quanto ad una Epinay del socialismo italiano – continua Iorio – sono convinto che sia un obiettivo molto ambizioso, ma auspicabile e praticabile. La Costituente socialista, dalla quale è stato originato l’attuale PSI, aveva l’obiettivo di riunificare i socialisti, ma coinvolse soltanto una parte dei gruppi dirigenti tradizionali, e questa è stata una causa di molte delle sue difficoltà. Il percorso che voi proponete è molto più affascinante, perchè si rivolge più ai socialisti di domani che a quelli di ieri. Ma è quello che dobbiamo fare, anche per rispetto della nostra grande storia. Per quanto mi riguarda – conclude – vi posso assicurare che ci sarò. Da segretario del PSI o da semplice militante. Ci sarò comunque”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply