lunedì, 17 Giugno, 2019

Psi + Europa alleanza europeista per il Pe

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“Una alleanza che nasce per le elezioni europee ma che vale anche per un altro campo: quello della politica italiana. Una partita che intendiamo svolgere in due tempi. Il primo tempo per resistere e combattere l’internazionale sovranista nera che sta mettendo in discussione la tenuta dell’Europa”.
Così il segretario del Psi Enzo Maraio ha aperto la conferenza stampa presso la sede del Partito Socialista per illustrare, insieme a Benedetto Della Vedova di + Europa, il progetto comune con cui i due partiti si presenteranno alle elezioni europee del 26 maggio.

“Siamo in un momento – ha continuato Maraio – in cui in Europa, e quindi anche in Italia, si stanno mettendo in discussione tutte le grandi conquiste, a cominciare da quelle sui diritti civili”. Ma è in discussione anche la crescita economia e la preoccupazione è quella di “contrastare l’arretramento mettendo al centro dell’attenzione il senso dell’Europa unita”. Il messaggio che esce dalla conferenza stampa è chiaro: l’Italia non può mirare all’isolamento, anzi deve spingere per una maggiore integrazione passando attraverso il contrasto del fronte sovranista. “L’Europa – ha aggiunto Maraio – è stata spesso criticata. Anche troppo. È chiaro però che questa Europa va modificata.

L’Europa dell’austerity non ha fatto grandi passi in avanti. La strada da imboccare è quella di un maggiore europeismo ed è per questo che abbiamo accolto l’invito a far parte di questa area con + Europa. Ma allo stesso vogliamo costruire un’alleanza non solo elettorale, ma giocare un secondo tempo,quello della partita dal 27 maggio in poi. Una partita che metterà in condizione di guardare con fiducia al cambiamento che è necessario al nostro Paese”.

Maraio ha sottolineato la pesantezza del clima di odio e di paura messo in piedi ad arte dalla maggioranza gialloverde. “Serve una grande sfida, un grande progetto per rimettere insieme il centrosinistra in Italia. Ma lo si deve fare superando la vocazione maggioritaria propria del Partito Democratico che resta saldamente nostro alleato ma in quanto alleato merita di essere accompagnato e sostenuto da un’altra gamba. Con questa alleanza proviamo a costruirla, e lo facciamo con tutte le forze europeiste, riformiste, liberali democratiche che vogliono dare una nuova risposta al clima di terrore che c’è in Italia”.

Riferendosi alla presentazione del Def, Maraio ha parlato di resa da parte del Governo. “Hanno alzato bandiera bianca sui conti pubblici. Il governo ammette miseramente che la crescita non c’è. La crescita annunciata dello 0,2% è una offesa alle intelligenze degli italiani. Le infrastrutture sono ferme, l’economia anche. Lo aveva detto l’Ocse insieme a molti altri indicatori internazionali. Ora finalmente se ne è accorto anche il governo. Ma con questo Def non cambia marcia, non cerca di dare uno slancio, si continua ostinatamente a mettere in campo manovre di bilancio che non consentono all’Italia di sperare in una ripresa economica”. La stessa contraddizione vale per la flat tax. “Se venisse approvata – ha sottolineato Maraio – sarà necessario, per stessa ammissione del ministro Tria, aumentare l’Iva. Stanno ammettendo quello che negavano fino a ieri”. Parlando dell’alleAnza Maraio ha detto che “oggi inizia un percorso comune. Si conosce il punto di partenza ma sono convinto che questa alleanza verrà riproposta non soltanto per le elezioni europee. Un’alleanza che non va declinata solo al presente ma anche al futuro”.

Benedetto della Vedova ha preso spunto dal suo intervento di pochi giorni fa al Congresso del Psi dove ha “assistito al confronto tra i due candidati Iorio e Maraio. E lì ho detto quello che pensiamo e quello che ci ha portato oggi a essere qui. Cioè che c’è un modo diverso da quello del listone proposto dal Pd per costruire in Italia l’alternativa ai nazional populisti”. E il modo diverso “è quello di costruire una proposta politica ed elettorale in autonomia dal Pd”. Per Della Vedova “mettersi tutti insieme sotto l’ombrello, in questo caso europeista, sarebbe stata una scelta difensiva”. “Noi invece scegliamo di rischiare perché la nostra idea è quella di fare una impresa politica”.

Ovviamente il Pd farà la sua parte con il nuovo segretario. “Ma noi, nel nome della nostra identità liberale, progressista, riformista e certamente europeista, crediamo che la stagione dei diritti civili non sia archiviata”. “C’è l’idea – ha aggiunto – di mettere in chiave europea la riconversione ecologica delle nostre economie. Senza una chiave ideologica, ma mettendo insieme imprese lavoratori e decisori pubblici e politici. Questo, come tanti altri temi, si fa in una chiave europea oppure non si fa. Così come in una chiave europea si può pensare alla protezione dei nostri dati in termini di privacy. Così come nella stessa chiave europea si può pensare di creare una dimensione fiscale anche per i giganti del web e reperire lì risorse per politiche pubbliche e sociali”. “Non abbiamo nulla contro il web, ma le risorse vanno prese dove si fanno tanti profitti”. “Ma penso – ha aggiunto – anche ai temi dell’immigrazione che possono essere affrontati solo con una chiave europea. Sono temi che ci legano al Pd con accenti diversi e quindi la nostra proposta non può non essere autonoma. L’accordo elettorale per le europee è destinano a durare perché questa alternativa che stiamo costruendo guarda più in là”.

Sui temi dell’attualità politica Della Vedova ha definito il Def come la “prima prova di verità che smentisce totalmente il governo. A febbraio ancora Di Maio, con la sua economia della magia, ci spiegava la mancanza di crescita era tutta colpa dei tecnocrati non eletti. Ieri invece hanno messo loro per iscritto che la crescita si riduce a zero”. Ora il rischio è di andare a sbattere contro un muro: “O cambiano idea subito, oppure se vogliono non aumentare l’Iva e fare la flat tax l’unica strada possibile che si apre è quella dello scontro definitivo con l’Unione europea. Stanno continuando ad alzare l’asticella. In tanti che hanno un ruolo importante nel governo continuano a parlare dell’Euro come la nostra principale difficoltà. La loro politica economica ha come unico sbocco quello dell’uscita dall’euro”. Un riferimento alla Brexit lo ha fatto in chiusura il segretario socialista Maraio: “La Brexit potrebbe essere di insegnamento per gli italiani e per il nostro governo. Ora in Gran Bretagna stanno facendo marcia indietro e questo dovrebbe essere un monito e un invito a schierarsi dal lato giusto, ossia di chi vuole difendere l’Europa come risposta ai macro problemi che abbiamo in Italia”.

“L’accordo con più Europa sancito questa mattina – ha commento l’esponente del Psi Luigi Iorio a margine della conferenza stampa – è il primo importante atto politico del nuovo segretario Maraio e del giovane gruppo dirigente del PSI. I socialisti hanno recuperato la loro autonomia dal PD e partecipano ad un progetto ambizioso con piena dignità. Tutto ciò conferma che abbiamo fatto bene a chiedere un congresso di rinnovamento, che probabilmente avremmo dovuto celebrare con ben maggiore rapidità. Rimane il dubbio sul perché un accordo di questo tipo non sia stato raggiunto già alle scorse elezioni politiche, dove avrebbe dato frutti importanti. Ma ci sarà tempo per parlarne”.

L’intesa tra + Europa e Psi ha trovato il plauso di Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Libertà, ex presidente della commissione affari esteri della Camera.”Va data una valutazione del tutto positiva dell’intesa fra il PSI e +Europa. È evidente – ha detto Cicchitto – che il Pd punta a rimettere insieme l’area di sinistra con un forte richiamo alla ditta tradizionale. Va quindi aggregata una vasta area riformista, laica e cattolica, contrapposta al Movimento 5 stelle, alla Lega e all’attuale governo, ma distinta dalla sinistra tradizionale. L’incontro fra il PSI e +Europa può costituire un primo passo per l’aggregazione di una grande area riformista innovativa”.

 

Daniele Unfer

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