martedì, 24 Novembre, 2020

Marcello Toninelli: un “Fritto Misto” per i 50 anni tra i balloon

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E’ stata inaugurata nei giorni scorsi, nei locali della Fumettoteca regionale Alessandro Callegati “Calle” di Forlì, la mostra antologica “25 x 2 – Omaggio alla Carriera”, che festeggia i primi 50 anni con la testa tra i balloon di Marcello Toninelli, uno degli autori più prolifici del fumetto italiano, noto come Marcello.

Marcello Toninelli, nato a Siena il 25 giugno 1950, ha esordito professionalmente nel mondo del fumetto a 19 anni pubblicando sulla rivista romana Off Side un’acerba versione di “Dante”, parodia a strisce umoristiche della Divina Commedia, e primo approccio a un genere che ancora lo contraddistingue le (irrispettose) parodie a fumetti dei classici della letteratura.

Cartoon Club Editore e Shockdom hanno pubblicato “Dante, la Divina Commedia a fumetti” (il suo long seller, sei edizioni sino a oggi), “Omero: Iliade, Odissea e Batracomiomachia a fumetti”, “Enea, l’Eneide a fumetti”, “Rinaldo, la Gerusalemme liberata a fumetti”, “Renzo & Lucia, i Promessi Sposi a fumetti”.

Ha collaborato a testate come Lanciostory, Skorpio, Zagor, Dylan Dog, Intrepido, il Giornalino e Famiglia Cristiana. Ha pubblicato le sue strisce umoristiche sulle agende Comix, Gazzenda e su agende e diari scolastici della Teka Edizioni.

Inoltre ha pubblicato i romanzi “S’i’ fosse Morte…”, “Il pianeta scomparso” e “Darkiller”, il saggio “Democrazia davvero”, scritto con Maila Nosiglia, e i libri di argomento fumettistico “Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood” e “La testa tra le nuvolette”.

I suoi lavori sono stati pubblicati all’estero da Norma Editoriale in Spagna; Transfe:r Forlag in Norvegia; Panoramitalia in Canada; e 1001 Roman in Turchia.

A Marcello sono state anche dedicate mostre personali in occasione delle principali convention del settore, e ha ricevuto i premi ANAFI, Targa Pini Segna, Premio Fumo di China quale Miglior Autore Umoristico, Premio Grande Autore, Premio Nerbini, Premio Lucca Collezionando e Premio Speciale Cartoon Club.

Recentemente Marcello ha pubblicato per i tipi di Editasca, il volume autobiografico “50 anni con la testa tra le nuvolette”, che racconta e celebra la sua lunga carriera di autore e sceneggiatore di fumetti, proponendo anche una rassegna dei suoi articoli più significativi con riflessioni, ricordi, analisi e recensioni.

Le celebrazioni per i suoi primi cinquant’anni di carriera non hanno certo spinto Marcello ad appendere la matita al chiodo perché, proprio poche settimane fa, è apparso nelle edicole “Fritto Misto – Le pazze pazze strip di Marcello”, un trimestrale edito da Freecom, dove presenta le avventure de “L’Omoragno (Spider-Gay)”, parodia di Spider-Man e ultimo di una infinita galleria di personaggi comici. Ne abbiamo approfittato per intervistarlo.

“Fritto Misto” è, insieme, un remake e un reboot. In pratica, la riproposta di una tua vecchia iniziativa ma con personaggi nuovi, sempre caratterizzati dal tuo umorismo di toscanaccio doc. Come mai un’operazione del genere? Pensi che il mercato risponda bene, magari sull’onda dell’eterno successo di tuoi lavori come “Dante, la Divina Commedia a fumetti”, un long seller che quest’anno ha raggiunto la sesta edizione nella versione definitiva stampata da Shockdom?
«La vecchia iniziativa in pratica non è mai partita: coi soci Stefano Casini e Paolo Di Pietrantonio facemmo solo un test su Milano, che fallì miseramente per nostra inesperienza, e il suo punto di forza era il fatto di essere la prima rivista a fumetti “in scatola”. Adesso, raggiunto il bel traguardo professionale che hai citato, mi sono reso conto che ogni volta che ho inseguito “il personaggio di successo”, dopo un po’ mi stancavo. È il mio carattere: mi vengono continuamente idee nuove e sento il bisogno di seguirle, così ho pensato che l’ideale per me sarebbe stata una rivista contenitore, gestita completamente da me, dove riversare tutte le idee e i personaggi che mi saltano in testa. Per una pubblicazione del genere si è imposto automaticamente il nome dello sfortunato esperimento di trent’anni fa… che stavolta spero abbia maggior fortuna».

Ma vale la pena, oggi, di tentare un’avventura in edicola, dove i fumetti vendono sempre meno?
«Sia io che l’editore siamo ben consapevoli della situazione. Per questo abbiamo “volato basso”, con un prodotto a basso costo a un prezzo di copertina che ci consenta di starci dentro anche con poche migliaia di copie vendute. Per prezzo e foliazione si pone nel segmento già occupato dallo “Scottecs Megazine” di Sio; certo, io non posso contare sul seguito del milione e più di followers che lui ha in Rete, ma spero che una parte dei 500mila che mi leggevano su “il Giornalino”, oltre a comprare i volumi di Dante, Omero ecc., mi venga dietro anche in quest’avventura editoriale. Fra l’altro, la continua moria di edicole (ne chiudono due al giorno in tutta Italia) che preoccupa gli editori più grandi, per una casa editrice di medie dimensioni può invece diventare un’opportunità perché consente di coprirle tutte senza svenarsi con tirature fuori dalla sua portata».

Come è cambiato il fumetto, in questi ultimi 50 anni?
«Cinquant’anni fa il fumetto “popolare”, quello da edicola a basso prezzo, se la passava decisamente bene: non soffriva più di tanto la concorrenza del cinema, molto più costoso, e della televisione che aveva solo un paio di canali. Le cose sono cambiate con l’arrivo delle tivù private che non solo offrivano intrattenimento gratuito, ma a un certo punto hanno anche portato in Italia una vera valanga di anime giapponesi, cartoni animati che hanno cambiato di colpo l’immaginario dei ragazzi i quali, improvvisamente, non hanno letteralmente più “visto” i fumetti tradizionali, lontani dai loro gusti. Questo ha fatto mancare rapidamente ciò che garantiva vendite più o meno costanti a testate storiche come Tex, Zagor ma anche Topolino: il ricambio generazionale. Facendo diventare il mondo del fumetto popolare “un paese per vecchi”. Se ci aggiungi che con l’arrivo di internet, dei canali televisivi digitali, delle tivù a pagamento e dei programmi in streaming l’offerta di intrattenimento si è moltiplicata esponenzialmente, capisci bene che per il fumetto da edicola si preparano tempi davvero grami».

Soprattutto per un autore umoristico, oggi è più facile farsi notare rispetto al passato, o mancano spazi adeguati?
«Il fumetto umoristico, chissà perché, in Italia è sempre stato poco amato dagli editori, tutti all’inseguimento di Tex e Dylan Dog. I lettori invece, quando è stato presentato loro un prodotto divertente, hanno risposto ogni volta con entusiasmo. Non a caso alcuni dei fenomeni editoriali degli ultimi trent’anni sono nel segno dell’umorismo: Lupo Alberto, Rat-Man e il citato Scottecs, che è partito col botto: 50mila copie vendute del primo numero e assestatosi poi intorno alle 20mila; cifre che anche il più importante editore del settore, Bonelli, fa fatica a raggiungere con le nuove proposte».

Editorialmente, però, sono due prodotti molto diversi …
«Certo, il limite dell’umorismo è che mentre di Tex o Diabolik puoi continuare a raccontare in eterno le stesse cinque storie con poche variazioni senza scontentare il lettore, l’umorismo per sua natura si “brucia” molto più rapidamente, rischiando di apparire ripetitivo. Anche per questo confido che la formula di “Fritto Misto”, col continuo cambiamento dei personaggi, possa reggere un po’ più a lungo… se saprà trovare un numero di acquirenti sufficiente a sostenerlo».

A proposito di bilanci, il fumetto, malgrado tutto, è ancora un buon affare?
«I guadagni di vent’anni fa stanno diventando un miraggio per la maggior parte degli operatori del settore ma, come ho detto, si tratta di ricalibrare le proposte e forse è ancora possibile far quadrare i conti per tutti».

Ci puoi raccontare qualcosa dei tuoi progetti futuri?
Ovviamente, almeno per il prossimo anno, “Fritto Misto” occuperà una bella fetta del mio tempo, con la storia principale affidata a personaggi che cambiano in ogni numero (salvo tornare periodicamente) e la Bibbia a fumetti – altro che Divina Commedia! Questo sì che è un impegno da far tremare i polsi – che sarà invece presente su tutti i numeri insieme a varie strisce di contorno. Continuerò poi a realizzare vignette per la Pagina del Buonumore di Famiglia Cristiana. Per il resto, bollono in pentola prima di tutto un graphic novel autobiografico sulla mia infanzia, con due fratelli, una sorella, un padre fanatico religioso “separato in casa” da mia madre. Per il 2021, quando ricorreranno i 700 anni dalla morte di Dante, ho in programma di scrivere una “Divina Commedia 2.0”, col testo in endecasillabi accompagnato immancabilmente dalle mie strisce umoristiche. L’anniversario potrebbe anche essere l’occasione per varare altri due progetti danteschi a cui sto lavorando… ma che non dico per scaramanzia. E poi ci sono una collana un po’ particolare di libri per bambini e almeno cinque romanzi che aspettano che io appenda la matita al chiodo per essere scritti. Che dici, mi basteranno altri cinquant’anni per fare tutto?».

Antonio Salvatore Sassu

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