domenica, 18 Agosto, 2019

Marchionne su sentenza Fiom di Pomigliano: “Soltanto folklore”. Poi aggiusta il tiro

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«Un evento unico che interessa un particolare Paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali» questo il commento shock dell’amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, in merito alla sentenza sugli operai della fabbrica di Pomigliano d’Arco. L’a.d. del Lingotto si è pronunciato in Cina, da Changsha, dove è stato inaugurato un nuovo stabilimento Fiat, frutto della joint venture con Gac, industria cinese di automobili. «Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l’attenzione su questioni locali, ignorando il resto è attitudine dannosa» ha poi aggiunto Marchionne commentando la recente sentenza di condanna del tribunale di Roma nei confronti dell’azienda per comportamento anti-sindacale che obbliga la Fiat a riassorbire i 145 lavoratori con la tessera Fiom nel nuovo stabilimento Newco.

MARCHIONNE AGGIUSTA IL TIRO – Il top manager ha poi precisato: «Nel corso della sua storia, Fiat non ha mai deviato dall’obbligo nei confronti del rispetto della legge e continueremo a farlo. Fiat rispetterà la decisione del tribunale come ha sempre fatto», sottolineando però che l’azienda «Farà appello contro la sentenza del tribunale».

LA SENTENZAGiovedì scorso, il tribunale di Roma, aveva condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano d’Arco: 145 tute blu, tesserate Fiom, dovranno essere riassorbite nella nuova fabbrica. Inoltre, 19 iscritti al sindacato di Maurizio Landini avranno anche diritto a 3.000 euro per i danni ricevuti.

LE REAZIONI – Le reazioni a queste dichiarazioni non si sono fatte attendere. Il Pd, per voce di Andrea Orlando, presidente del Forum Giustizia del partito, ha invitato l’amministratore delegato a non insultare l’Italia poiché «parlare di una sentenza di un tribunale della Repubblica che applica le leggi dello Stato e la Costituzione associandolo ad un fenomeno di folklore è un insulto al Paese che mi auguro si voglia al più presto correggere». «Nemmeno un importante imprenditore può permetterselo. Ricorrere contro la decisione del giudice è un diritto previsto dal nostro ordinamento; delegittimare chi li formula è un errore», ha poi concluso Orlando. Per la Fiom, che aveva prontamente presentato ricorso al giudice del lavoro, si è invece espresso Giorgio Airaudo, responsabile Auto, che ha dichiarato che «la Fiat in tutti i Paesi in cui va, è tenuta a rispettare le leggi, lo deve fare anche in Italia».

Silvia Sequi

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