venerdì, 20 Settembre, 2019

Mare Jonio e Eleonore. Zingaretti, ora svolta su migranti

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Mentre il Paese è alle prese con un Governo tutto in costruzione, l’emergenza degli esseri umani che scappano dai lager libici non cessa.
“Quanto sta avvenendo in queste ore nel Mediterraneo, tra sbarchi continui sulle nostre coste e divieti disumani, conferma che le politiche in materia di immigrazione di questi mesi non hanno risolto nulla. Torno a chiedere al presidente Conte di affrontare immediatamente la situazione delle persone bloccate in mare in condizioni di emergenza umanitaria e, ovviamente, continuiamo a chiedere che ci si prepari a una svolta radicale nelle politiche su questi temi”. Così in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
Dopo cinque giorni dal salvataggio arriva finalmente l’ok per la Mare Jonio. «Ci hanno appena comunicato che tra poco la Guardia Costiera farà sbarcare per motivi sanitari le ultime 31 persone rimaste a bordo della Mare Jonio. La loro odissea è finita ed all’orizzonte si intravede un po’ di umanità. Benvenuti in Europa!», ha fatto sapere la Ong Mediterranea saving humans intorno alle 13 del quinto giorno di blocco della Mare Jonio fuori dalle acque territoriali di Lampedusa. «Anche se si resiste insieme. Alcune delle persone soccorse hanno smesso di bere e di mangiare. Ieri si è dovuta imbarcare e rimanere a bordo una psichiatra per dare tutta l’assistenza possibile», aveva fatto sapere la Ong in mattinata. Stanotte «il temporale ha terrorizzato i 31 naufraghi ancora a bordo. Lampi, tuoni e vento forte sono bastati per farli iniziare a tremare. Sono persone traumatizzate da un vissuto di violenze e torture di cui portano i segni addosso, e da una tragica traversata in mare in cui hanno perso tra le onde almeno sei compagni di viaggio».
La ong ha inviato «una richiesta di revoca del divieto di ingresso in acque territoriali ai ministri che l’hanno firmato». «Il Decreto sicurezza bis – aggiunge Mediterranea – illegittimo e incostituzionale, si basa sulla presunzione del pericolo di ingresso delle persone rispetto alla sicurezza dello Stato. Abbiamo allegato alla richiesta le loro storie. Rappresentano un insieme di sofferenze e diritti negati, sono davvero questi i nemici di cui avere paura?».
Mentre dopo essere stata rifiutata, la nave Eleonore della ong tedesca Lifeline ha forzato il divieto di entrare in acque territoriali italiane e si è diretta verso il porto di Pozzallo, in Sicilia. Eleonore era bloccata in mare con a bordo 104 migranti da otto giorni: era stata la prima tra le navi delle tre ong attualmente attive nel Mediterraneo centrale a ricevere il divieto di ingresso in acque territoriali italiane firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dalla ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, e dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

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