mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Marina Meuti
Terzo settore fondamentale per contrasto a nuova povertà

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Il Terzo settore da sempre si occupa delle criticità delle famiglie e non solo, supportando spesso gli enti pubblici. Ne fanno parte un gran numero di cittadini che uniti in Associazioni, cooperative sociali e non profit, hanno come intento comune quello di supportare quelle realtà, ma purtroppo non hanno molte risorse.

Oggi, la nuova povertà, si evince dal fatto che a rivolgersi agli ETS (Enti Terzo Settore), sono sempre più famiglie e non soltanto per un discorso legato al periodo buio di quest’anno 2020: la pandemia certo non ha aiutato affatto!

Ma le famiglie oggi richiedono il supporto degli ETS, soprattutto per ottenere l’accorciamento di liste di attesa per valutazioni cliniche, o per un supporto al metodo di studio o per bisogni primari come cibo e/o medicinali.

Le Associazioni legate al territorio hanno sicuramente una marcia in più, in quanto conoscono le esigenze familiari nel tessuto sociale a volte più delle ASL, dei Comuni e dei Municipi.

Oggi il volontariato esiste solo per il buon cuore: gli unici interessi che ruotano intorno a questi servizi sono il bene sociale, l’assistenza e la professionalità, in silenzio, senza mostrarsi, continuando a esserci, ma certo è che se lo Stato non inizia a supportarle, rischiano la chiusura, mettendo in ginocchio definitivo tutte quelle realtà che per tanti motivi devono appoggiarsi alle ETS.

Gli ETS sono composti da personale specializzato, là dove sia richiesto questo intervento, da persone che hanno a cuore il benessere delle famiglie, dai volontari che percepiscono solo un rimborso spese, ma che danno comunque un supporto ai centri, donando il loro tempo agli altri.

Inoltre gli stessi centri ETS non hanno sostegno per pagare gli affitti dei locali o aiuti per affrontare le spese vive in quanto avendo una rendicontazione annuale pari a zero vengono lasciate fuori da tutti i bonus e non possono neanche usufruire né di finanziamenti né di sostegno da parte dello Stato.

Come Socialisti comprendiamo perfettamente la funzione dei centri ETS e non possiamo fare altro che ringraziarli per l’enorme lavoro svolto dalle loro operatrici e dai operatori soprattutto in un momento come questo.

Sosteniamo che spesso svolgono il ruolo prezioso di cuscinetto, incanalando e placando, una sempre più crescente rabbia verso le Istituzioni politiche e sanitaria del Paese.

Chiediamo alle Istituzioni un aiuto concreto a supporto degli invisibili e dei più fragili. E tutto questo passa inequivocabilmente per il supporto economico degli Enti del Terzo Settore che si prendono cura, oggi, dei molti cittadini che versano in condizioni di povertà e che si sentono ignorati dalle Istituzioni.

Così Marina Meuti, membro di Segreteria PSI Federazione Metropolitana di Roma.

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