martedì, 23 Aprile, 2019

Marino. Iorio, giustizialismo del Pd ha regalato la Capitale al M5S

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“Ignazio Marino per la Cassazione non ha commesso i reati di peculato e falso. Risultato finale: il giustizialismo insito in molti esponenti del Pd, il rincorrere a tutti i costi il populismo giuridico, assecondare un’opinione pubblica assetata di finte verità ha regalato la capitale ai 5 stelle. ‘Roma val bene uno scontrino'”, così Luigi Iorio, esponente del Partito Socialista, commenta l’assoluzione dell’ex sindaco della Capitale, mandato via su pressione dei renziani del partito democratico.
Tuttavia mentre la gran parte dei dem che portò alle dimissioni ‘da notaio’ del medico genovese non dice nulla, Matteo Orfini calca ancora la mano e non arretra di un passo: “La mia scelta fu politica, stava amministrando male la città”, scrive così in un lungo post su Fb, l’allora commissario dem a Roma. “Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di avere sfiduciato Ignazio Marino. Ovviamente non credo di doverlo fare, perché quella scelta l’ho assunta spiegando fin dal primo momento che non era legata all’inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro”. E ancora Orfini: “Di lui difesi l’indifendibile, misi me stesso a sua protezione per più di un anno, rispondendo personalmente di ogni problema della città. Andai nei luoghi dove nessuno di quella giunta osava andare perché si prendevano fischi e insulti. Li presi io per lui e per loro. E presi anche le minacce dei mafiosi di Ostia, della cui esistenza prima del mio arrivo (e di quello di Sabella e Esposito) nessuno si era accorto. Non bastò perché errori e atteggiamento del sindaco non cambiarono… La Roma disastrata di oggi è anche figlia di quella stagione, di quei limiti amministrativi, di quella visione antipolitica, di un partito che era davvero impresentabile”.

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