venerdì, 22 Febbraio, 2019

Riforma del sistema fiscale,
che fare ?

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Tutti condividono che il sistema fiscale italiano “ puzza di stantio “. La grande riforma di sistema del 1972 e successive interventi strutturali, non regge più. Il sistema della tassazione del reddito fondato su due principi Costituzionali contenuti negli artt. 2 e 53 (Stato Sociale e progressività del prelievo tributario), nella cosiddetta seconda Repubblica lo hanno affossato.

Interventi successivi hanno di fatto minato i suddetti principi Costituzionali. Interventi richiesti da lobby in libertà in Parlamento e nel paese, anche oltre confine, hanno di fatto inserito, nel corpaccione malato del sistema, elementi di “ Flat Tax “ nonché una selva di detrazioni dal reddito complessivo.

Tanti redditi vanno per conto loro: terreni, capitale, locazione fabbricati, prodotti all’estero, alcuni di lavoro autonomo…..per non parlare dell’ultima trovata: imposta forfetaria di trasferisce in Italia la residenza fiscale. Il nostro parere è di non fare una questione di bandiera, ma cercare di trovare soluzioni che ammodernano il nostro sistema fiscale, che salvaguardono le famiglie, che fanno pagare gli evasori e che liberano i lavoratori dipendenti, visto che questi, costituiscono l’architrave del ,prelievo IRPEF.

L’IRPEF, come noto, rappresenta il 71,5 % delle entrate fiscali del 2016 , mentre la pressione fiscale si è assestata sul 42,9 %.

La Corte dei Conti ci ha fornito dei dati che vanno valutati con attenzione. La lotta all’evasione, nel 2016, non ha dato grandi risultati. I controlli sostanziali, da distinguerli dai controlli formali e liquidazione delle dichiarazione, hanno dato un gettito di circa 10,6 miliardi di euro con una flessione, anche quantitativa sia nella imposta accertata che negli incassi.

Su 746 controlli sostanziali, il 49 % ha registrato una maggiore imposta accertata di “ ben “ 1.549 euro…bagattelle. Un buon risultato dal “ condono camuffato “….la ennesima edizione dei rientro dei capitali, che ha dato un gettito di circa 4,3 miliardi di euro.

La evasione stimata è di circa 150 miliardi di euro, ci sembra veramente poco il recupero del 7 % dell’evasione.

Mario Cardone
Direzione provinciale PSI Modena

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