venerdì, 30 Ottobre, 2020

Mario Salis, candidato del Psi alle suppletive in Sardegna

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Domenica 20 e lunedì 21 settembre si ritorna a votare. Oltre al referendum costituzionale confermativo sulla riduzione dei parlamentari, si rinnovano sette consigli regionali e 1.178 amministrazioni comunali. Non basta, a Sassari ci sono anche le elezioni suppletive per il Senato per il collegio Nord Sardegna, che comprende anche 14 Comuni del Nuorese; collegio dove c’è un seggio da riassegnare, rimasto vacante dopo morte della senatrice dei cinque stelle Vittoria Bogo Deledda. Una sfida non da poco perché in una maggioranza traballate al Senato come l’attuale, anche lo scarto di un solo voto può mettere il Conte 2 sulla graticola.
Il Partito Socialista Italiano ha deciso di presentarsi da solo con il proprio simbolo candidando il microbiologo Gian Mario Salis, nato a Carbonia il 20 ottobre 1958 e laureatosi in Medicina all’università di Sassari nel 1985, attualmente direttore sanitario del laboratorio di analisi cliniche Meridiana srl di Sassari.
Gian Mario Salis ha preparato un programma ambizioso che mette alla frusta i tanti problemi vecchi e nuovi che affliggono il Nord Sardegna. Ne pubblichiamo i punti fondamentali.

 

Sanità
La sanità pubblica del Nord Sardegna, pur offrendo una buona assistenza alla popolazione, ha delle criticità. La più grave è la carenza di personale medico, infermieristico, oss, biologi e tecnici. La carenza di medici sta portando alla riduzione delle prestazioni ed al rischio della chiusura di reparti e servizi sopratutto nei piccoli ospedali. L’età media dei sanitari è alta e circa la metà è prossima alla pensione. Se in tempi brevi o brevissimi (uno o due anni) non vengono banditi concorsi e fatte assunzioni di medici, infermieri, biologi, tecnici e oss assisteremo alla chiusura di interi reparti nei piccoli ospedali ed alla drastica riduzione delle prestazioni specialistiche negli ospedali e cliniche dell’intera Sardegna.
Altro grave problema è l’assunzione di medici specialisti la cui presenza è notevolmente carente nel territorio. Purtroppo non è possibile avere tutte le specialità e competenze in tutti i territori ed ospedali, bisogna fare scelte logistiche e realistiche. Bisogna ricordare a chi ci amministra che le prestazioni sanitarie le forniscono i sanitari competenti e non le nuove mura. Pensare di costruire nuovi ospedali è bello ma se non ci sono i medici e tutti gli operatori sanitari necessari diventano cattedrali nel deserto come l’ospedale anticovid di Berlusconi. I reparti senza medici specialisti e tutti gli altri operatori necessari sono scatole vuote e spreco di denaro pubblico. Un ulteriore pericolo per la sanità della Sardegna è la odierna crisi economica con l’enorme indebitamento dello Stato. L’Europa fornirà soldi allo Stato italiano ma poiché la crisi è in tutta l’Unione, questi soldi dovranno essere restituiti con sacrifici che in qualche anno porteranno alla drastica riduzione dello Stato sociale in Italia ed in tutta Europa. E’ auspicabile che i nostri politici e amministratori si sveglino dal torpore in tempo e facciano le assunzioni prima che vengano bloccate per gravi carenze finanziarie dello Stato! E’ opportuna una separazione tra attività medica pubblica e privata per coloro che esercitano negli ospedali e cliniche pubbliche. Anche durante questi mesi di grave riduzione delle prestazioni sanitarie in seguito alla pandemia il Cup negava la possibilità di prestazioni urgenti, ma negli stessi reparti venivano fornite in regime di intramoenia con tariffari sanitari cari e multipli, delle prestazioni in convenzione, le stesse prestazioni negate dal Cup. Sarà pure legale ma lo trovo almeno immorale.
Come programma politico per il miglioramento della sanità pubblica si propone la completa separazione tra sanità pubblica e privata con il superamento dell’intramoenia. L’assunzione di medici specialisti e di tutti gli operatori sanitari per fornire adeguate prestazioni al territorio. Altra grave carenza è la presenza di lunghe file di attesa con tempi biblici. La risoluzione stabile di questo problema può avvenire con assunzioni di specialisti e allungamento degli orari in cui vengono fornite le prestazioni. Prestazioni ambulatoriali e diagnostiche possono essere eseguite con congruo personale per 12 ore al giorno divise in adeguati turni. Per poter fare questo è necessaria la collaborazione dei sindacati. Gli appalti e le forniture sanitarie vanno programmati e implementati nei tempi e modi corretti per evitare carenze che portino i reparti a ridurre le prestazioni. Aumentare i medici e gli altri sanitari dei pronto soccorso al fine di evitare vergognosi tempi di attesa.

 

Lavoro e giovani
Fermare l’emorragia di giovani che emigrano nel Continente e all’estero favorendo lo spopolamento di piccoli e medi centri, con la formazione retribuita ed il finanziamento di nuove attività imprenditoriali nell’agricoltura, nell’allevamento, nel commercio, nell’artigianato e nel turismo. Più risorse nella formazione dei giovani.
L’agricoltura e l’allevamento in Sardegna sono succubi di leggi europee fatte su misura per le grandi imprese straniere che riescono a imporre coi loro lobbisti la promulgazione di leggi che tutelano gli interessi delle multinazionali ma danneggiano i piccoli produttori sardi e italiani. Tutto ciò anche per la mancata tutela dei deputati europei eletti in Italia, sia di destra che di sinistra.
In Sardegna c’è bisogno di produzione agricola e allevamento. Noi sardi importiamo l’80 per cento di ciò che mangiamo benché abbiamo una terra vocata per qualunque produzione agricola e allevamento. Bisogna favorire le imprese dei giovani con adeguati mezzi finanziari. Per esportare bisogna che i collegamenti tra la Sardegna e il Continente siano incrementati. I trasporti saranno migliori se si favorisce l’ingresso di più competitori e si evitano pericolosi monopoli.

 

L’Europa
Quale Europa? non certo quella dei lobbisti e delle multinazionali straniere che finanziano fondazioni di politici italiani. L’Europa che sostengo è quella dei popoli fratelli che condividono uno stato sociale, la sanità, le pensioni, tasse uguali in tutti i paesi europei. Multinazionali con sede in Olanda pagano in percentuale meno tasse di un modesto operaio. E’ una vergogna!
La crisi economica dell’Italia è anche conseguenza del fatto che multinazionali italiane e straniere producono tutto in Cina e India a prezzi irrisori, determinando il crollo delle assunzioni in Italia. Bisogna riportare la produzione in Italia!
In sintesi: difesa dello stato sociale, mantenimento ed incremento della sanità pubblica e lottare per produrre a casa nostra.

Redazione Avanti

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