mercoledì, 30 Settembre, 2020

Marò, nuova inchiesta: in campo gli 007 della Nia. Oggi l’udienza in Corte Suprema

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Marò-nuovo processo-IndiaRicominciano da zero le indagini indiane sui marò dopo l’esclusione dello Stato del Kerala dal caso. Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma ieri, quando fonti del ministero dell’Interno hanno fatto sapere che l’inchiesta – totalmente nuova – sarà affidata all’Agenzia nazionale di investigazione (Nia), organismo nato dopo l’attentato terroristico di Mumbai del novembre 2008 e specializzato nei reati contro la sicurezza nazionale. L’annuncio delle nuove indagini affidate agli 007 della Nia è stato in parte una sorpresa perché ci si aspettava che le nuova inchiesta fosse compito dell’Ufficio centrale di indagini (Cbi), la potente polizia criminale che ad esempio indaga sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate dalla AgustaWestland per una commessa di 12 elicotteri VIP AW-101 all’aeronautica indiana. Proprio oggi intanto la Corte Suprema indiana, in attivita’ dopo la pausa pasquale, tornerà ad occuparsi della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in un clima che presenta incertezze ma che appare più sereno dopo il loro ritorno in India il 22 marzo scorso.

OGGI L’UDIENZA IN CORTE SUPREMA – L’attesa è forte, ma gli sviluppi dipenderanno dalle comunicazioni che farà alla Corte a nome del governo il Procuratore generale Goolam Essaji Vahanvati circa il futuro del processo. Si deve ricordare che il presidente della Corte, Altamas Kabir, aveva fissato l’udienza 15 giorni fa, non nascondendo il disappunto per le notizie di un non ritorno dei marò, evento che a suo dire era in violazione della dichiarazione giurata firmata a nome dell’Italia dall’ambasciatore Daniele Mancini. Contro di lui l’alto magistrato aveva firmato un’ordinanza, impedendogli di abbandonare l’India e sollevando un conflitto con la Convenzione di Vienna sull’immunità diplomatica. Ma con i marò di nuovo a Delhi, e con la riapertura di un canale diplomatico da parte del viceministro degli Esteri Staffan de Mistura (due volte a colloquio con il ministro degli Esteri Salman Khurshid), le tensioni hanno perso di intensità.

LE INDAGINI DGLI 007 DELLA NIA – Anche se, va detto, gli ultimi giorni hanno mostrato chiari attriti dentro il governo del premier Manmohan Singh fra settori inclini ad una linea dura ed altri più attenti ai riflessi negativi che la vicenda, se mal gestita, potrebbe avere per l’India sul piano internazionale. Ci si attende che oggi il presidente Kabir consideri chiuso l’incidente sul permesso di Latorre e Girone, rimuovendo le limitazioni a Mancini, e riceva le proposte del procuratore Vahanvati sull’apertura del processo relativamente al funzionamento del tribunale ad hoc ed al materiale probatorio su cui il giudice designato dovrà lavorare. Le fonti del ministero dell’Interno hanno assicurato che la Nia “comincerà le indagini da capo e poi ne presenterà il risultato ad una speciale corte della stessa Nia o in qualunque altra corte speciale disposta dal governo d’accordo con la Corte Suprema”. Questo perché né le indagini della polizia di Kochi né la perizia scientifica di quella di Trivandrum (su armi, cadaveri dei pescatori, peschereccio St.Antony e petroliera Enrica Lexie) hanno più valore per l’assenza di giurisdizione verificata dalla Corte Suprema nei confronti dello Stato del Kerala.

LE PROSSIME TAPPE – Si pensa che Kabir si limiterà a ricevere le indicazioni della Procura e le osservazioni dei legali dei marò, fissando una nuova udienza ravvicinata per rispondere agli auspici dell’Italia favorevole ad una accelerazione che permetta a Latorre e Girone di rientrare al più presto in Italia. Ma il magistrato potrebbe esprimere anche osservazioni sul tribunale speciale in via di costituzione, ad esempio respingendo l’ipotesi di costituirlo all’interno della Nia (che si occupa per lo più di terrorismo) o definendo i confini dell’inchiesta che dovrà essere svolta sull’incidente in cui i marò sono accusati della morte di due pescatori.

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