venerdì, 14 Agosto, 2020

Matrimoni gay, interpellanza al ministro Alfano

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INTERPELLANZA URGENTE

I sottoscritti interpellano il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Interno – per sapere –

premesso che:

i sindaci di alcuni comuni italiani, tra i quali Roma, Milano, Livorno, Bologna e Udine nel corso delle ultime settimane, hanno disposto, la trascrizione, nei registri dello stato civile, di atti di matrimonio, celebrati all’estero, fra persone dello stesso sesso;

il Ministro dell’Interno, con propria circolare n. 40^/ba-030/011/DAIT del 07.10.2014, ha disposto che i Prefetti invitino i Sindaci che hanno proceduto a trascrivere matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso a cancellarli e, in caso non vi procedano, ad attivarsi, anche in via sostitutiva, per la cancellazione, d’ufficio, delle trascrizioni “ai sensi del combinato disposto dell’art. 21 nonies della L. 241 del 1990 e dell’art. 54, commi 3 e 11, del D.lgv 267/2001”;

i Sindaci di alcuni comuni hanno continuato a trascrivere matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, anche successivamente all’adozione della circolare ministeriale;

il Prefetto di Udine, nominato un commissario ad acta, il giorno 29.04.2014, ha proceduto ad annotare nel registro dello stato civile di Udine, a margine della trascrizione d’un matrimonio celebrato fra due donne in Sudafrica, la cancellazione da lui disposta d’Ufficio;

investita della questione sull’individuazione dell’eventuale sussistenza di profili di responsabilità penale, in capo ai soggetti attori dell’intervento di cancellazione della trascrizione, la Procura di Udine, con provvedimento di richiesta di archiviazione del 25.11.2014, nell’escludere la violazione di norme penali per mancanza dell’elemento soggettivo, quindi, per mancanza del solo dolo, nel merito ha, invece, esplicitamente, riconosciuto che “il Prefetto … non ha e non aveva compiti sostanzialmente abrogativi né poteri di cancellazione che spettano ex lege all’Autorità Giudiziaria”;

pur tuttavia, nonostante anche la Procura di Udine abbia riconosciuto che i Prefetti, così come i sindaci stessi, non possono procedere alla cancellazione di atti trascritti, i Prefetti di Udine, Bologna, Pordenone, Roma ed Empoli, hanno proceduto ad annotare nei registri dello stato civile, a margine delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali effettuate, l’annullamento d’ufficio;

i Prefetti, su ordine illegittimo del Ministro dell’interno, stanno esercitando una funzione che è riservata chiaramente ed esclusivamente alla magistratura.

se il Governo non ritenga opportuno e urgente assumere con la massima sollecitudine le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a far cessare la situazione di illegittimità che si è venuta a creare a seguito dell’adozione da parte del Ministro dell’Interno della circolare n. 40^/ba-030/011/DAIT del 07.10.2014 e a disporre che i Prefetti cessino immediatamente di procedere alle cancellazioni d’ufficio delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, ristabilendo così il rispetto delle prerogative costituzionalmente riservate alla magistratura.

L’interpellanza al ministro, presentata da pia Locatelli, è stata sottoscritta da 32 parlamentari: Locatelli, Capua, Carloni, Catalano, Di Gioia, Di Lello, Di Salvo, Duranti, Farina, Fava, Furnari, Giordano, Labriola, Marzano, Matarrelli, Melilla, Misiani, Molea, Nesi, Ottobre, Pastorelli, Pellegrino, Pinna, Piras, Quaranta, Rabino, Ricciardi, Schirò, Scotto, Tinagli, Vecchio, Zaratti.

 

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