martedì, 25 Giugno, 2019

Sicurezza e accoglienza. Mattarella mette i paletti

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Seguendo la tradizione iniziata dal Presidente Einaudi nel 1949, Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto agli italiani il suo messaggio di fine anno. Nel suo discorso, il Presidente Mattarella, ha tracciato un bilancio del 2018 ma non solo. Ha fatto un invito a riconoscerci come unità, a riscoprire i buoni sentimenti ma anche a rifiutare l’astio, l’insulto e l’intolleranza che creano ostilità e timori. Ha posto l’accento sul senso di comunità e sul ruolo del Parlamento, gettando anche uno sguardo alle elezioni europee di maggio. Rivolgendosi agli italiani, senza dimenticare i cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese, il capo dello Stato ha affrontato alcuni dei temi più caldi del dibattito politico, invitando alla tutela del Terzo settore (“vanno evitate le tasse sulla bontà”), alla salvaguardia della divisa (“simbolo della sicurezza del Paese”), senza dimenticare il debito pubblico, che ha giustamente definito “un’ipoteca pesante sui giovani”.

Dal Quirinale, “casa di tutti gli italiani”, Mattarella ha iniziato il suo quarto discorso di fine anno sottolineando l’importanza di questo appuntamento tradizionale. Il Capo dello Stato ha detto: “Siamo nel tempo dei social in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento non è un rito formale”.

Mattarella si è soffermato sul senso di comunità: “Significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa pensarsi dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”.

Mattarella ha insistito sul tema della sicurezza: “So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza. La sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza e non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”.

Quindi, nel suo messaggio durato quasi un quarto d’ora, il Presidente della Repubblica si è soffermato sull’importanza della divisa: “Patrimonio da salvaguardare e simbolo della sicurezza del Paese. Rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia. La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione”.

Mattarella ha dedicato un pensiero al terzo settore definendolo “Italia che ricuce”, schierandosi contro quelle che ha chiamato “le tasse sulla bontà”. Il Capo dello Stato ha sottolineato: “Un richiamo all’esecutivo in attesa che si trovi una soluzione sull’Ires, finito di recente al centro delle polemiche. Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. E’ l’Italia che ricuce e che dà fiducia. Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà. Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Anche per questo vanno evitate ‘tasse sulla bontà’”.

Sulla Legge di Bilancio, Mattarella ha spiegato: “Non manca poi la manovra appena approvata e le polemiche che hanno accompagnato l’iter e l’approvazione della legge di Bilancio, promulgata nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore. Avere scongiurato l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità. La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento. Mi auguro vivamente che il Parlamento, il governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto”.

Il Presidente Mattarella ha rivolto un pensiero ai familiari di Antonio Megalizzi: “Vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei. Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace”.

Infine, il Presidente Sergio Mattarella ha posto lo sguardo su uno degli appuntamenti chiave del 2019, le elezioni europee: “Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne. Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa”.

Il tono del Presidente della Repubblica è stato fermo e deciso, di alto valore morale e civile, ma anche di speranza e fiducia per il Paese. Ha cercato d spronare le coscienze migliori del Paese per svolgere senza paura il proprio dovere. Un discorso volto a dare dignità agli italiani ed a tutta l’Italia. Con gli Auguri per il nuovo anno, le parole del Presidente Mattarella hanno risuonato a tutti gli italiani che dovrebbero sentirsi chiamati a svolgere il proprio dovere con onestà e dedizione.

S.R.

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