sabato, 15 Agosto, 2020

MATTEO VS MATTEO

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Il Senato dice sì alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Open Arms. All’epoca dei fatti, il leader della Lega era ministro dell’Interno. I voti a favore del processo sono stati 149. I contrari sono stati 141. Un senatore si è astenuto.


L’Estate del 2019 è stata l’estate cruciale per il leader della Lega, Matteo Salvini, non solo perché di fatto ha sentenziato la caduta del Governo da lui presieduto insieme ai cinquestelle, ma anche perché adesso le scelte di quell’estate potrebbero portarlo in Tribunale a difendersi dalle accuse di sequestro di persona. È l’accusa dei giudici del Tribunale dei ministri di Palermo, che chiedono che Salvini vada a processo.
164 migranti, tra cui numerosi minori non accompagnati, che nell’agosto del 2019 furono soccorsi dalla nave della ong spagnola Open Arms, in attesa di ottenere un porto di sbarco, rifiutato dal Viminale guidato in quel momento da Matteo Salvini, “vennero costretti forzatamente a rimanere a bordo per sei giorni, dal 14 agosto sino all’esecuzione del sequestro preventivo, in data 20 agosto”.
La speranza per i leghisti era tutta nei voti o nell’astensione benevola di Italia Viva sulla quale restava l’incognita per evitare che la disputa si trasformasse in altra acqua al “mulino salviniano”. Il leader della Lega più volte ha fatto della gestione dei migranti un problema tutto personale, chiamando in causa anche i figli.
“Noi voteremo a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti Salvini” sul caso Open arms. L’annuncio arriva da Matteo Renzi nel suo intervento nell’Aula del Senato, chiamata a esprimersi sulla richiesta di processo all’ex ministro dell’Interno avanzata dal Tribunale dei ministri di Palermo con l’accusa di sequestro di persona e di rifiuto di atti di ufficio per la vicenda dei migranti della nave Open Arms, bloccati a largo per alcuni giorni, prima dello sbarco a Lampedusa, nell’agosto 2019. L’ex premier ha così chiarito la posizione di Italia viva, rimasta la principale incognita sull’esito della votazione alla vigilia della seduta.
Nel suo intervento Renzi ha detto: “C’è un elefante nella stanza che è il rapporto tra magistratura e politica. Ma noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l’interesse pubblico non c’è nel tenere un barcone lontano dalle coste”.

“Si è già capito che il voto è politico”, risponde Matteo Salvini nel suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. “Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest’Aula”, esordisce il leader della Lega.

 

“Noto l’abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell’idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l’imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest’aula”, afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. “Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall’avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque”, rincalza Salvini puntando il dito contro Matteo Renzi.

 

in una nota congiunta intervengono Enzo Maraio, segretario del Psi, e Riccardo Nendini, senatore del Psi:

“Di Salvini – affermano i due esponenti socialisti – non condividiamo nulla, tantomeno i suoi tratti illiberali, il suo antieuropeismo, i metodi spiccioli, la violenza verbale, un populismo che se fosse stato al governo avrebbe provocato danni terribili nella gestione della pandemia. Un politico da combattere senza sconti, ma con armi politiche. Non crediamo nemmeno al suo garantismo peloso, a intermittenza. Il cappio sollevato in aula anni fa era suo, le offese più dure scagliate contro la politica e contro di noi sono state le sue e di certa sinistra, la radicalità pericolosa del linguaggio che usa rievoca tempi bui”. Così in una nota congiunta Enzo Maraio, segretario del Psi, e Riccardo Nendini, senatore del Psi. “E però, siccome i socialisti non spianano il dito accusatorio contro nessuno – non siamo giustizialisti come la Lega e come la sinistra giacobina – abbiamo letto le carte e prima del voto ci siamo chiesti se Salvini potesse essere mandato a processo senza ragionevoli dubbi. Su Open Arms ha deciso da solo? Perché Palamara e un collega magistrato, intercettati, parlano di processo politico, di processarlo comunque anche se non ci sono gli estremi? Troppe lacune, troppe incertezze che non ci hanno convinto.
I socialisti ai processi politici non si associano e basta. Altra cosa – concludono Maraio e Nencini – sono le politiche di contenimento dell’immigrazione illegale. Ecco, su questo punto il governo dovrebbe battere un colpo per prepararsi a tempi peggiori”.

 

 

Le argomentazioni di Salvini non convincono nemmeno il Gruppo Misto, dal quale parla la leader di Più europa, Emma Bonino.
“Non siamo un tribunale che deve decidere se Salvini sia colpevole o innocente, non siamo tenuti ad anticipare la decisione che prenderà il tribunale ordinario se il Senato consentirà il processo. Non dobbiamo discutere in questa sede le idee del senatore Salvini sulla immigrazione. Oggi, noi dobbiamo solo decidere se deve essere mandato a processo per i reati di sequestro di persona e abuso d’ufficio che i decreti sicurezza, ovviamente, non hanno cancellato. Io non voglio e voi non potete, fare gli accusatori o i giudici di Salvini”, dice e aggiunge: “Dobbiamo decidere se quelle azioni perseguissero un preminente interesse pubblico. La Giunta delle immunità ha ravvisato la sussistenza di questa scriminante. Al contrario, io ritengo che il ministro Salvini abbia agito per ragioni politiche. I motivi di sicurezza nazionale devono comportare reale pericolo alla integrità dello Stato, alla vita e alla incolumità delle persone. Motivi che io non vedo. Penso che il collega Salvini avrà tutte le possibilità di difendersi NEL processo. MI si dice ma durerà a lungo, come del resto dura a lungo per tutti i cittadini che siano sottoposti a processo. Voterò contro la proposta di negare l’autorizzazione a procedere contro il ministro Salvini”, afferma la senatrice che conclude “D’altra parte, lei stesso ha detto ‘processatemi subito, così processerete il popolo italiano’. Come megalomania non c’e’ male. Non saremo noi lo scudo dal processo”.

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