venerdì, 22 Novembre, 2019

Matteotti, Fico concede patrocinio Camera a commemorazione

0

“Sono contento che il Presidente Roberto Fico abbia accolto la richiesta del circolo Saragat-Matteotti ed abbia concesso il patrocinio della Camera dei deputati alla commemorazione dell’On. Giacomo Matteotti, dimostrando così grande sensibilità ed attenzione per un evento che, da anni, vuole rendere onore alla memoria ed al coraggio di un Uomo libero” lo dichiara Enzo Pirillo, vice presidente del circolo culturale Saragat Matteotti di Roma. “La cerimonia di commemorazione – prosegue Pirillo – si terrà domenica 10 giugno alle ore 10.00, presso il monumento commemorativo dedicato a Giacomo Matteotti, Lungotevere Arnaldo da Brescia in Roma, ed inizierà con il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il picchetto d’onore dei Corazzieri. Per il secondo anno consecutivo interverrà la Sindaca di Roma, Avv. Virginia Raggi. Tra le molte personalità che hanno confermato la loro presenza cito Laura Matteotti, la Vicepresidente del Senato Sen. Paola Taverna, la Presidente del II° Municipio Francesca Del Bello, la Presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, il Vicepresidente della Comunità ebraica di Roma Ruben Della Rocca, Gino Ciogli, in rappresentanza del Sindaco di Ladispoli. La eterogeneità dei partecipanti – conclude Pirillo – è la prova del carattere culturale e non politico della manifestazione, organizzata dal Circolo Culturale Saragat Matteotti in collaborazione con la Fondazione Matteotti, con la Fondazione Turati e con la Fondazione Nenni, ed è fonte di soddisfazione per il Presidente Marcello Leonardi e per tutti noi che crediamo nella valorizzazione, non nella strumentalizzazione, delle figure storiche del nostro Paese e dei principi che hanno ispirato la loro azione civile”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Nessun commento

  1. Socialismo on

    Ecco il frutto del silenzio di chi vive ultimo tra gli ultimi.
    “Ci vuole tanto coraggio a trascinare le proprie suole da una terra che li odia ad un’altra che non li desidera”. Ed è così che sopravvissuti in fuga da paesi stremati da guerre, ingiustizie sociali e povertà arrivano a Rosarno che secondo un rapporto di Medici senza Frontiere è la terza zona in Italia per densità di stranieri dopo Napoli e Foggia.
    Sono centinaia i giovani dell’Africa sub-sahariana e magrebini che alloggiano nelle “Rognette” e che rappresentano la mano d’opera più ambita per le raccolte stagionali. Ogni mattina, all’alba, i pulmini dei caporali li raccolgono per portarli sui campi. Si spaccano la schiena sui campi di pomodori, negli aranceti, non hanno alcuna forma di assistenza, subiscono maltrattamenti e soprusi ed il loro guadagno talvolta non è sufficiente a garantirgli pasti adeguati sebbene siano il motore a basso costo dell’economia agricola del mezzogiorno.
    Ed ogni cosa avviene sotto gli occhi di tutti, perché solo una pervicace indifferenza può renderli invisibili. Ma elusi, dimenticati e pieni di rabbia sono scesi in piazza per lamentarsi della loro misera paga, di doverne dare un quarto alla ndrangheta, di vivere in condizioni al di là del limite dell’immaginabile. Sottoposti a diversi giochi di potere sono costretti a fuggire via perché è qui che si scatena una vera e propria “caccia al negro”.
    Questi avvenimenti portano l’Italia al centro dei riflettori internazionali, sono aspre le critiche poste in essere dai partner internazionali e da organismi quali le Nazioni Unite. L’Onu, infatti, sostiene che “le violenze di Rosarno rivelano razzismo e sollecitano le autorità Italiane a placare il crescente atteggiamento xenofobo nei confronti dei lavoratori migranti e implementare leggi politiche in piena conformità con gli standard internazionali dei diritti umani”.
    La crescente xenofobia in Italia si riflette anche nelle retoriche anti-migranti da parte del Governo e dalle autorità locali. Sembra opportuno che il governo riveda il “pacchetto sicurezza” e che si occupi come tutti gli altri partner europei e internazionali di politiche volte all’integrazione, alla solidarietà e all’eguaglianza. Ad esempio, con l’introduzione del permesso di soggiorno a contratto di lavoro avrebbe dovuto garantire anche un salario minimo, avrebbe dovuto assicurare controlli e assistenza d’ogni genere.
    Chiediamo scusa ai nostri fratelli venuti da lontano, per le umiliazioni, le ingiustizie, i soprusi subiti, per essere stati ciechi dinanzi ai vostri sforzi d’integrazione, di avervi abbandonati all’indegno profitto del caporalato e delle ndrine. Ed un grazie va a voi che protestando contro i soprusi della ndrangheta ci avete fornito un’educazione alla legalità. Quanto alle isituzioni, bè, a partire dalla Lega Nord a finire all’informativa parlamentare del nostro “caro” ministro degli interni, è auspicabile che si inizi dapprima a cambiare toni e posizioni dinanzi ad assenze così incombenti in un paese composto non solo da cittadini residenti ma anche in qualità di terra predisposta ad accogliere chi chiede asilo, chi chiede un futuro più dignitoso e speranzoso che purtroppo la propria terra natale non gli ha potuto donare.
    Francesca Rosa D’Ambra

Leave A Reply