domenica, 24 Marzo, 2019

Mef, si dimette il capo di gabinetto

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In politica le sconfitte non vengono mai ammesse. Almeno da chi non ha la stoffa per farlo. Di Maio e Salvini, con incredibile faccia tosta annunciano l’accordo raggiunto con Bruxelles all’ultimo momento utile, come un successo per il Governo. Da un lato però hanno ragione, perché la Commissione è riuscita in quello che non loro non sono riusciti a fare. Ossia ad evitare all’Italia, per il momento, una procedura di infrazione che per il nostro Paese sarebbe stata devastante. Il merito è di Bruxelles che nonostante gli interlocutori con cui doveva interfacciarsi è riuscita a far ragionare chi di dovere. Gli effetti di una procedura per deficit eccessivo sono pensatissimi, perché obbligano chi la subisce a comportamenti particolarmente virtuosi e stringenti. Significano tagli immediati e il rientro nei parametri con tempi ben precisi dettati da Bruxelles.

Quello che la coppia dei vice chiamava fino a ieri il nemico dell’Italia, in realtà è colui che ha salvato l’Italia. Le penne abbassate e l’approccio disponibile, al limite del remissivo da parte di chi solo poche settimane giurava che il governo non avrebbe fatto nessun passo indietro sono il segno della sconfitta giallo-verde che si è dimostrata incapace di scrivere una manovra possibile.

Il risultato è che per la prima volta la legge di bilancio italiana viene varata a Bruxelles. “Sovranisti senza sovranità. Lo sforzo economico di sei anni liquidato in sei mesi”, ha scritto su twitter l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, commentando l’intesa del governo con la commissione europea sulla manovra economica. “Senza l’Europa saremmo più poveri e meno liberi. C’è una maggioranza di italiani favorevoli a rimanere nell’Europa, ma chi ci governa potrebbe innescare un movimento che ci potrebbe portare fuori dall’unione”, ha detto l’ex presidente del consiglio Paolo Gentiloni ospite a Vercelli. “Rinunciare all’Europa – ha proseguito – vorrebbe dire rinunciare ad una democrazia liberale, ad una superpotenza in un mondo di superpotenze, fatto da Usa e Cina che non sappiamo come si comporteranno nei prossimi 20 anni e senza uno stato sociale. vogliamo un futuro senza spesa sociale? io dico no, per cui viva l’Europa”.

Intanto dopo l’ok della Commissione cade la prima testa al Mef. Si tratta di una casella pesante. Quella del capo di gabinetto Roberto Garofoli che ha deciso di rassegnare le dimissioni. Era da tempo sotto il fuoco incrociato del Movimento 5 Stelle accusato più o meno esplicitamente di essere quella “manina” che cambiava i testi della manovra. Invece ora la manovra la scrive direttamente Bruxelles.

Ginevra Matiz

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