martedì, 22 Ottobre, 2019

Rugby. Nel derby il Benetton batte le Zebre ed entra nella storia

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Nel derby non si è mai semplicemente sportivi ma si è sempre genuinamente partigiani; Il derby è rivalità, un sentimento che si eredita e passa da padre in figlio. Il derby è un momento infinito che va ben oltre i minuti della gara. Derby sono United contro il City nel calcio a Manchester, Partizan-Stella Rossa nella pallacanestro a Belgrado, Flames-Senator sul ghiaccio canadese come Svezia – Norvegia nello sci di fondo o nel curling. Non sono sempre stracittadine o straregionali a volte lo diventano per aree geografiche ben più ampie o motivi altri.

Nel rugby, tradizionali, sono gli scontri fra le Province Irlandesi, in quello nostrano, escludendo i classici alterchi sotto i campanili veneti, c’è un derby che conta nella kermesse “celtica” fra Zebre di Parma e il Benetton trevigiano. Quello che ieri si è disputato allo stadio Lanfranchi di Parma, match numero 21 e chiusura della regolar-season del Pro14, aveva una doppia essenza. Un derby che valeva una stagione non come frase fatta ma nel vero senso del termine. Per entrambe le franchigie vietato sbagliare. Le difformità fra le due formazioni sono palesi ma, solo in questi casi, per ottanta minuti tutto si annulla, tutto si riporta a zero: fatica, assenze, differenze tecniche e di organico. Per le Zebre, sempre perdenti nel 2019, una vittoria d’onore avrebbe riscattato un’annata complicatina costellata da una sequela di infortuni, molti dei quali gravi, in posti chiave per l’economia del gioco.

Quando in un torneo tosto come il Pro14 ti vengono a mancare Minozzi, Violi, Canna, Castello, Licata, Tuivaiti, Bellini e Chistolini, e hai un parco giocatori “limitato” in tutti i sensi, il resto del percorso diventa impercorribili tanto da ultimare come peggiore equipe del Pro14. Per i trevigiani, c’era in ballo qualcosa di più succulento. Si bramava lo storico accesso ai playoff del Pro14 ma, per non incorrere in “fastidi” vari con le dirette inseguitrici, la semplice vittoria era pochino per stare tranquilli, tutto girava ad introitare il punto di bonus offensivo. Si deve attendere il sessantanovesimo perché Monty Ioane compatti un romantico scatto, lucida coordinazione e poderosa eleganza nella quarta vitale segnatura. Missione compiuta e mai così in alto per una italiana nel torneo che ci ha visto entrare, non per tutte le franchigie partecipanti come graditissimi ospiti, nel 2010. Un obbiettivo non facilmente pronosticabile ad inizio torneo ma realizzato grazie ad una attenta lunga programmazione generale di puro stampo professionistico e alla “trasformazione” apportata da Crowley, ufficialmente Head Coach per alcuni Merlino redivivo.

Un risultato, terzo posto nel girone, playoff e Champions Cup raggiunti, che ci voleva proprio per il vessato, sciagurato e passionale rugby italiano. Un attimo di speranza a tutto il movimento rugbistico italiano Prossimo impegna per i bianco-verdi partita secca contro il forte Munster perdi più in trasferta a Limerick città natia di Conor O’Shea. Chissà magari anche Gianni Brera avrebbe trovato spunto per buttar giù due pensieri con un lapis cabala e risultati astrusi.

Zebre Rugby Club Vs Benetton Rugby 11-25 (pt 6-12)
Punti in classifica: Zebre Rugby Club 0, Benetton Rugby 5

Zebre Rugby Club:
15 Edoardo Padovani 66’ Di Giulio), 14 Mattia Bellini, 13 Giulio Bisegni, 12 Tommaso Boni (66’ Di Battista), 11 James Elliott, 10 Maicol Azzolini, 9 Joshua Renton, 8 Renato Giammarioli, 7 Johan Meyer, 6 Maxime Mbandà, 5 George Biagi (C), 4 Leonard Krumov, 3 Filippo Alongi, 2 Oliviero Fabiani, 1 Andrea Lovotti Head Coach: Michael Bradley
A disposizione: 16 Luhandre Luus, 17 Daniele Rimpelli, 18 Giosué Zilocchi, 19 Samuele Ortis, 20 James Brown, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Nicolas De Battista, 23 Gabriele Di Giulio

Benetton Rugby: 15 Jayden Hayward, 14 Angelo Esposito, 13 Luca Morisi, 12 Alberto Sgarbi, 11 Monty Ioane, 10 Tommaso Allan (C), 9 Tito Tebaldi, 8 Toa Halafihi, 7 Abraham Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Federico Ruzza, 4 Irné Herbst, 3 Marco Riccioni, 2 Luca Bigi, 1 Nicola Quaglio Head Coach: Kieran Crowley
A disposizione:16 Hame Faiva, 17 Cherif Traore, 18 Tiziano Pasquali, 19 Dean Budd, 20 Marco Lazzaroni, 21 Marco Barbini, 22 Dewaldt Duvenage, 23 Antonio Rizzi
Marcatori: 10’ cp Azzolini (3-0); 20’ Morisi tr Allan (3-7); 30’ cp Azzolini (6-7); 40’ Halafihi (6-12); s.t. 54’ cp Allan (6-15); 61’ Negri (6-20); 69’ Ioane (6-25); 78’ Bellini (11-25)
Cartellini: 76’ giallo Marco Barbini (Benetton Rugby)
Man of the match: Luca Morisi (Benetton Rugby)
Arbitri: Andrew Brace (IRFU) Assistenti: John Lacey (IRFU) e Mark Patton (IRFU) TMO: Olly Hodges (IRFU)

RubgyingClass di Umberto Piccinini

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