sabato, 15 Agosto, 2020

No, ma forse sì

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Un intervento molto atteso in prospettiva del Consiglio europeo che a Bruxelles dovrà affrontare un nodo fondamentale per il futuro dell’Europa, ossia quello di come fronteggiare e con quali risorse il coronavirus e le drammatiche conseguenze sul fronte economico e sociale che già si stanno facendo sentire non solo in Italia ma nella totalità dei paesi dell’Unione. Chi voleva capire meglio la posizione del Governo sul fondo salva stati sarà rimasto deluso. “Sull’ormai strafamoso Mes – ha detto il presidente del Consiglio nella sua informativa al Senato ripetuta poi anche alla Camera – si è alimentato nelle ultime settimane un dibattito che rischia di dividere l’Italia in opposte tifoserie”.

L’intento di Conte è di procedere con la “massima cautela”. “Chi esprime dubbi” sul Mes “contribuisce a un dibattito democratico e costruttivo. Ritengo che questa discussione debba avvenire in modo pubblico, trasparente, in Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola”. “Ci sono Paesi in Ue – ha proseguito Conte – che hanno dimostrato interesse”. “La Spagna ha dimostrato di essere interessata purché non abbia le condizionalità” previste al momento della creazione di questo strumento. “Rifiutare questa nuova linea di credito significherebbe fare un torto a questi Paesi che ci affiancano nella battaglia”. Insomma per Conte “bisogna attendere l’elaborazione dei documenti predisposti per erogare questa linea di credito. Solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno opportuno agli interessi nazionali”.
Il segretario del Psi Enzo Maraio, intervenendo al Tg2, ha sottolineato come “il no categorico al Mes sia uno schiaffo alla sofferenza degli italiani” e come sia necessario “ottenere rapidamente quei fondi senza condizioni”.  Maraio ha poi sottolineato in una nota congiunta con il Deputato socialista Fausto Longo, come “i socialisti sosterranno l’emendamento che estende il reddito di ultima istanza, previsto dal Decreto Cura Italia in esame alla Camera dei Deputati, anche agli stagisti. Si tratta per lo più di una platea di giovani professionisti che in questi mesi di quarantena si sono ritrovati senza reddito. È necessario estendere anche a questa categoria l’aiuto economico. I socialisti lo sosterranno in Commissione alla Camera dei Deputati”.

 

Tg2

L’Italia ha bisogno di liquidità immediata e il no categorico al #Mes è uno schiaffo alla sofferenza degli italiani.Dobbiamo subito ottenere quei fondi, senza condizioni, per rafforzare la #sanità pubblica e per evitare che il Paese finisca nel baratro.Il no ideologico è un atto irresponsabile in un momento in cui serve unità di intenti.

Pubblicato da Enzo Maraio su Lunedì 20 aprile 2020

Conte ha tirato fuori dal cappello altri 50 miliardi. “Dobbiamo potenziare ulteriormente – ha detto nella sua informativa al Senato ripetuta anche alla Camera – la nostra risposta di politica economica. Per tale ragione, in aggiunta ai 25 mld di euro già stanziati con il ‘Cura Italia’, il governo invierà in brevissimo al Parlamento un’ulteriore relazione contenente la richiesta di scostamento dagli obiettivi di bilancio pari alla cifra ben superiore a quella stanziata a marzo. Una cifra davvero consistente, non inferiore a 50 miliardi di euro che si aggiungeranno ai 25 mld già stanziati per un intervento complessivo non inferiore ai 75 miliardi di euro”.
Conte ha poi parlato delle “più recenti iniziative che il governo ha adottato sul piano interno” facendo un aggiornamento su quelle che, a livello europeo, ”sono in programma per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid19. Questo passaggio viene compiuto nella chiara consapevolezza, di chi vi parla ma anche dell’intero governo, della necessità di coinvolgere appieno il Parlamento” ha sottolineato il presidente del Consiglio tentando di rispondere alle critiche sempre pressanti sul pressoché totale esautoramento delle Camere.

Questa consapevolezza, ha rimarcato Conte, interviene “in particolare in una fase in cui l’azione del governo, per il carattere straordinario e la portata pervasiva dell’emergenza che stiamo affrontando, rileva direttamente su beni primari delle persone: la salute, la libertà, l’iniziativa economica, il lavoro”.

E proprio sulle libertà è intervento il presidente del Psi Riccardo Nencini per il quale bisogna prestare “molta attenzione alle app che tracciano i movimenti delle persone, il loro stato fisico, addirittura mappano i loro gusti. Chi le conserva, che uso ne farà, chi è il garante, i dati verranno distrutti? La costituzione italiana è di una chiarezza cristallina in proposito. L’art. 2 e gli art. 13/14/15/16 vietano la violazione della privacy nelle diverse forme in cui si esprime. Ricordo infine – ha detto ancora Nencini – che i regimi liberticidi hanno approfittato di tecnologie sofisticate per stringere un pugno di ferro sulle loro società”. Per il senatore socialista è “meglio, per la tutela della salute, tamponi per tutti e altre misure non lesive di diritti fondamentali. C’è un punto di equilibrio tra sicurezza, salute e privacy. Bisogna lavorare su quello discutendone in Parlamento”.

 

L’intervento integrale di Nencini

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