martedì, 29 Settembre, 2020

Messico, studenti scomparsi
ritrovati in fosse comuni

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Le famiglie degli studenti scomparsi in Messico a seguito di scontri con la polizia avvenuti durante una manifestazione lo scorso 26 settembre hanno convocato per domani una protesta nazionale che porterà in piazza insegnanti, studenti e polizia locale che “paralizzerà il Paese”.
Lo ha fatto sapere il portavoce dei familiari, Manuel Martinez, aggiungendo che la protesta “avrà un solo obiettivo: farli tornare vivi”.
Una protesta che segue il comunicato delle autorità messicane della giornata di ieri a seguito del ritrovamento di 28 corpi in una fossa comune alle porte di Iguala. Le autorità non hanno per il momento confermato se alcuni dei corpi rinvenuti appartengano agli studenti scomparsi perché sui cadaveri bruciati sono ancora in corso i test del Dna, solo un uomo arrestato ha confessato che proprio lì ha assassinato 17 dei 43 studenti scomparsi.
I familiari dei giovani che mancano all’appello, hanno già fornito campioni del Dna necessari per effettuare le analisi.
In relazione agli scontri del 26 settembre, i ragazzi, quasi tutti indios, stavano protestando contro la riforma dell’istruzione, e alla scomparsa degli studenti sono stati arrestati 22 poliziotti e altre otto persone e 29 di questi sono stati incriminati. La polizia, ha riferito il procuratore dello Stato di Guerrero, Inaky Blanco, sta ancora indagando sull’accaduto. Alcuni dei poliziotti, ha spiegato, hanno connessioni con un cartello della droga locale, i Guerreros Unidos.

Nelle ultime ore gli agenti federali hanno preso il controllo della sicurezza nella città di Iguala, la nuova unità preventiva della polizia federale è stata incaricata di mantenere l’ordine a Iguala e aiutare nelle ricerche degli studenti ancora dispersi.
Sulla scoperta delle fosse comuni è intervenuto anche il presidente del Paese, Enrique Pena Nieto, “le autorità indagheranno e porteranno davanti alla giustizia i responsabili degli incidenti che hanno causato morti e la scomparsa di studenti” Peta Nieto ha detto di essere “sconvolto e sconcertato” e di aver dato ordine di indagare a fondo sull’accaduto, trovare i responsabili e applicare rigorosamente la legge, perché “in uno Stato di diritto, non c’è posto per l’impunità”.

Sara Pasquot

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