venerdì, 22 Novembre, 2019

Metalmeccanici in piazza: lavoro, industria, salari

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Le tute blu sono scese in piazza. Oggi, sciopero dei metalmeccanici di otto ore in tutta Italia e tre manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli. Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, hanno chiesto al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti. “Futuro per l’industria”, è lo slogan che accompagna le manifestazioni nelle piazze.
Cgil, Cisl e Uil, il 9 febbraio scorso, da piazza San Giovanni a Roma, hanno messo in campo un percorso unitario di proteste che, per ora, proseguirà fino al 22 giugno a Reggio Calabria, per il Sud. La mobilitazione delle tute blu si innesta in un periodo contrassegnato da crisi industriali e vertenze, le ultime da Whirlpool all’ex Ilva: a seconda della piega che prenderanno le vertenze, il numero dei lavoratori a rischio ‘va dagli 80.000 ai 280.000’, secondo calcoli della Fim.

A Milano, il corteo è partito alle 9 da porta Venezia in direzione di piazza Duomo. I lavoratori in strada chiedono una nuova politica industriale, in particolare, un piano di investimenti pubblici nelle infrastrutture materiali e sociali, nonchè una riforma fiscale che riduca la tassa su lavoratori e pensionati.
Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil, ha dichiarato: “Il Governo deve decidere che cosa fare rispetto a cosa chiede l’Europa, quale legge di stabilità si fa. E’ chiaro che noi non escludiamo nulla ma tutto questo lo decideremo insieme e insieme a Cisl e Uil, perché la novità di questa fase è una ritrovata capacità di azione unitaria che è un bene prezioso che va salvaguardato”.
I sindacati hanno avanzatola richiesta per il rilancio degli investimenti pubblici e privati ed il sostegno all’occupazione: temi che, insistono, vanno rimessi al centro dell’agenda politica. Denunciano ‘la mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale’ nel Paese, che sta diventando un territorio di conquista delle multinazionali con la conseguenza, avvertono, che l’Italia sta perdendo la sua ricchezza manifatturiera. Inoltre, chiedono più salute e sicurezza, dicendo basta agli incidenti ed alle vittime sul lavoro.

A Firenze sono oltre diecimila le tute blu in corteo per le vie del centro, da Piazza Cavalleggeri, sui Lungarni, passando poi vicino a Piazza della Signoria, per raggiungere Piazza della Santissima Annunziata dove si è svolto il comizio finale. Dietro lo striscione che ha aperto il corteo, si sono schierati i segretari regionali di Fim, Fiom e Uilm, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Alla manifestazione ha partecipato la segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, e Gianna Fracassi segretaria confederale della Cgil.
Anche a Napoli sono scesi in piazza circa diecimila lavoratori come ha affermato Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim-Cisl Campania, parlando dal palco di piazza Matteotti dove sono stati presenti il segretario generale Uil Carmelo Barbagallo e il segretario generale della Fiom, Francesca Re David. In testa al corteo hanno sfilato i lavoratori della Whirlpool di Napoli con uno striscione unitario delle tre sigle sindacali.

Marco Bentivoglio, il segretario generale della Fim Cisl, nel corso del corteo a Milano, ha affermato: “Il ministero dello Sviluppo economico è diventato un luogo fantasma, si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione. Noi siamo sempre per il dialogo, bisogna trovare occasioni di confronto. Al momento l’interlocuzione abbastanza inutile, è zero, non c’è discussione. Il governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave”.

Susanna Camusso, l’ex segretaria generale della Cgil, sempre da Milano, ha detto: “Si deve smettere di raccontare l’Italia che non c’è. L’Italia ha di nuovo delle emergenze aperte e insolute che riguardano in tanta parte le multinazionali. La straordinaria necessità di politiche che guardino al lavoro e ai diritti del lavoro. I diritti bisogna tutelarli e conservarli perché non sono dati una volta per sempre. Abbiamo in mente il lavoro come necessità di investimenti e necessità di contratti che lo regolino”.
Francesca Re David, leader della Fiom Cgil, dal corteo di Napoli, ha detto: “Oggi tutti i metalmeccanici scioperano per rimettere al centro del dibattito di questo paese il lavoro, il lavoro industriale. In questi anni di assenza totale di politiche industriali abbiamo perso moltissima della capacità produttiva installata . C’è la desertificazione, soprattutto al Sud. I salari sono bassi, c’è lavoro precario e aumentano le ingiustizie sociali. Se non si riparte dal lavoro, questo paese non ha un futuro”.
Il segretario generale della Uil, Carmine Barbagallo, ha raggiunto la testa del corteo che è partito da piazza Mancini ed ha attraversato il centro di Napoli per raggiungere piazza Matteotti. Barbagallo si è posizionato tra i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, a rischio chiusura.

Nella giornata di oggi anche lo sciopero proclamato dal sindacato autonomo Fismic-Confsal, per chiedere che la politica economica del governo “sia più attenta alle questioni dell’occupazione e dello sviluppo economico”. Le manifestazioni promosse, a Torino per le regioni del nord e a Melfi (Potenza) per le regioni del centro-sud, hanno riscontrato una grande partecipazione.

Dunque, le proteste dei sindacati verso il Governo giallo verde sono unanimi. Si rivendica una politica economica ed industriale che sappia salvaguardare i lavoratori ed il Paese.

Salvatore Rondello

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