sabato, 18 Gennaio, 2020

Michele Placido inaugura la stagione del Quirino di Roma

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La stagione teatrale del Quirino si apre con Michele Placido che porta in scena “Piccoli crimini coniugali”, adattamento dall’omonimo romanzo del francese Éric-Emmanuel Schmitt, uno degli autori di maggior successo nel panorama della drammaturgia francese contemporanea, apprezzato autore di racconti, romanzi e di opere teatrali tradotte e rappresentate in tutto il mondo.

Nell’opera in atto unico andata in scena in un rinnovato Teatro Quirino il sipario si apre su quello che potrebbe essere una lussuosa abitazione metropolitana: la scala, il divano, il whisky, lo scrittoio con una lampada da tavolo, la poltrona sono tutti gli elementi che ci accompagnano nella ricostruzione della storia di Gilles e Lisa, una coppia come tante.

Da ormai quindici anni si trovano a vivere un, apparentemente, tranquillo ménage familiare. Lui, scrittore di gialli, in realtà non è un grande fautore della vita a due, convinto che si tratti di un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione dell’altro.

Lei, moglie fedele, è invece molto innamorata e timorosa di perdere il marito, magari sedotto da una donna più giovane. Un piccolo incidente domestico, in cui Gilles, pur mantenendo intatte le proprie facoltà intellettuali, perde completamente la memoria, diventa la causa scatenante di un sottile e distruttivo gioco al massacro.

I tentativi di Lisa di aiutare il compagno a riappropriarsi della sua identità e del loro vissuto comune diventano un percorso bizzarro, divertente e doloroso, che conferma il sospetto di molti che anche la coppia più affiatata non è che una coppia di estranei.

Gilles e Lisa, impersonati rispettivamente da Michele Placido ed Anna Bonaiuto, avranno un bel da fare per cancellare l’immagine di sé che ciascuno ha dell’altro, attraverso rivelazioni sorprendenti, scoperte sospettate, ma sempre taciute, rancori, gelosie, fraintendimenti mai chiariti, in una lotta senza esclusioni di colpi, sostenuta, per fortuna loro, da una grande attrazione fisica che li tiene avvinti.

La storia si svolge in tempo reale, in una serata, il che contribuisce a far immedesimare lo spettatore in questo sottile, brillante gioco al massacro a due voci inventato dal drammaturgo più amato d’oltralpe.

Le musiche accompagnano la rappresentazione solo nei momenti salienti, quando anche le luci si fanno più soffuse quasi a farci riflettere su alcune considerazioni filosofiche che inevitabilmente emergono dal dialogo fra i due protagonisti.

Il testo di Schmitt è infatti un dinamico confronto verbale tra i due protagonisti, un susseguirsi di battute, ora amorevoli ora feroci, ora ironiche ora taglienti, uno scontro che si genera dove una grande passione inespressa cerca un modo per sfogarsi. Il battibecco è necessario, vitale.

Il confronto incessante, il dire apertamente quello che era percepito da tempo, la consapevolezza chiara ed intelligibile di alcune realtà e verità prima solo intuite sono momenti necessari alla vita di coppia, per permettere a due persone di crescere insieme, di rispettarsi, di convivere.

Piccoli crimini coniugali è dunque una commedia nera con una suspense sorprendente, un vero divertimento ma anche una saggia riflessione sulla madre di tutte le guerre: quella dentro la coppia. Un buon esempio di quella che potrebbe essere la vita matrimoniale, consigliato a coppie giovani e già rodate. Buon successo di pubblico alla prima. Repliche al Quirino di Roma fino al 13 ottobre.

Al. Sia.

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