sabato, 20 Luglio, 2019

Migranti, l’Ue raffredda gli entusiasmi di Salvini

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migrantiLa risposta non è stata quella che si aspettava il ministro Salvini. La linea dura contro l’Europa si scontra con la Commissione. Il coordinameto chiesto a gran voce dal governo Conte infatti sarà possibile solo a sbarco avvenuto. Non prima. La Commissione europea, si legge in un comunicato potrà “coordinare gli Stati membri” solo dopo che i migranti “saranno sbarcati”. Lo ha detto una portavoce dell’esecutivo comunitario, Natasha Bertaud, soffermandosi sulla lettera di Jean-Claude Juncker al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “La Commissione – ha spiegato – può agire solo nel quadro delle sue competenze e la Commissione non ha competenza in materia ricerca e soccorso in mare e nella determinazione del punto di sbarco”.

Gli sbarchi “non sono qualcosa che possiamo coordinare e che coordineremo”. Per contro, quello che la Commissione può fare “una volta che le persone siano sbarcate è coordinare tra gli Stati membri per prendere una parte di quelli che sono stati sbarcati”. Insomma la Commissione condivide “il sentimento di urgenza dell’Italia” e lavorerà tutta l’estate “per rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea” e concorda “sulla necessità di meccanismi coordinamento” più strutturato. Al tempo, stesso, però, fissa qualche paletto rispetto alle pretese italiane: le soluzioni “ad hoc” come quelle dei 450 migranti di Pozzallo non sono sostenibili e la Ue non ha competenza per determinare il “porto sicuro” degli sbarchi dopo i salvataggi in mare. Jean-Claude Juncker nella lettera inviata al premier italiano Giuseppe Conte  raffredda i facili entusiasmi di Salvini. Il documento, sottoposto anche all’attenzione del presidente dell’Eurogruppo Donald Tusk, risponde alla doppia missiva di Conte per fare pressing su Bruxelles in vista di una soluzione comunitaria per la questione migratoria. La sintesi sembra essere che la Commissione comprende e ascolta le istanze italiane, ma non può forzare le competenze della Ue e ribadisce l’urgenza di una soluzione condivisa. Anche se il mezzo flop del consiglio Ue del 28-29 giugno lascia intendere che la strada di un progetto unitario sia abbastanza accidentata.

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