martedì, 18 Febbraio, 2020

Migrazione tra propaganda e politica

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Se é vero che le migrazioni sono fenomeno mondiale che non si fermeranno perché sono effetto e non causa dello squilibrio del pianeta, che è insieme demografico, economico, democratico ed ecologico, come ho scritto nella parte finale del mio libro “L’unità…”, allora bisogna affrontarle alle radici sapendo che una soluzione avrà tempi lunghi. Intanto occorre una politica seria e incisiva nel breve e nel medio periodo. Cioè vale per l’Italia geograficamente molto esposta alla migrazione via mare ma ornai anche sbocco della sua declinazione orientale. E vale soprattutto per l’Europa che su questo tema gioca il suo futuro politico. I migranti possono essere regolari (con permesso dei singoli stati), possono essere profughi (e dunque chiedere e ottenere asilo in base alle disposizioni di ciascun paese) o irregolari (e dunque da rimpatriare).

Respingere o accogliere

Quando é possibile verificare se un migrante ha o no diritto di asilo? Il respingimento senza verifica della natura del migrante é illegittimo al pari della permanenza in un singolo stato di chi non ha le caratteristiche legislative per poterci restare. Si aprono due grandi problemi. Il primo é relativo alla necessità di una verifica alla partenza, perché una volta arrivati il rimpatrio diventa più che problematico, spesso impossibile per la mancata disponibilità al rientro dei paesi d’origine. Per ciò che riguarda l’Italia si era pensato ad un controllo dalle coste libiche. Ma in Libia c’e il caos e l’esigenza non può essere soddisfatta. Quello che resta prioritario, se non si può far altro, é oggi la salvezza delle vite umane, sempre. La cura e l’assistenza devono essere assicurate. Se anche questa diventa una variabile dipendente, se la vita umana vale meno di un codicillo allora vien messa in discussione la base stessa della nostra cultura democratica.

Ong e mercanti di morte

Il governo italiano ha dichiarato guerra a tutte le Ong. Esistono sospetti che possano essere stati intrecciati rapporti tra scafisti e navi di talune Ong. Ma di accertato per ora non c’é nulla. E poi anche ammesso che qualche Ong si sia macchiata di qualche reato, tutto da dimostrare, la guerra a tutte le Ong pare immotivata. Di fatto il governo italiano si mobilita solo contro i migranti trasportati da imbarcazioni gestite da Ong ed é assolutamente indifferente rispetto a un flusso, ben maggiore, di migranti che sbarcano a Lampedusa o che attraversano la Slovenia.

L’Europa

E’ perfino noioso sottolineare che l’Europa é senza una politica comune su questa materia e che ogni stato tende a scaricare sugli altri il peso e la responsabilità del respingimento e dell’accoglienza. Il trattato di Dublino attribuisce al primo paese d’arrivo la gestione dei flussi migratori. La revisione di quel trattato, che penalizza l’Italia, trova l’opposizione proprio dei più stretti alleati del governo italiano, i paesi del patto di Visegrad, che non accettano la più equa soluzione delle quote.

Costituzione

La Costituzione italiana afferma un principio troppo spesso disatteso. Riprendiamo l’articolo 10: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”. Questo articolo, mai modificato, é stato poi variamente interpretato e chiudendo gli occhi sul suo autentico significato e certo attribuendolo ad una fase in cui non esisteva una migrazione di massa, si é passati all’idea che “per effettivo esercizio delle libertà democratiche”, delle quali i paesi africani non abbondano, ci si debba riferire alle persecuzioni che vanno però dimostrate a periglio dell’incolumità del migrante. Operazione difficilissima, praticamente impossibile. Poi si é inventata la piu comoda soluzione che avrebbero diritto d’asilo solo coloro che fuggono dalle guerre. E dunque tutti i siriani, ma non c’e la guerra anche in Libia, e in Iraq, e in larga parte della Nigeria e in Sudan e potrei continuare?  Anche questo principio é di fatto disatteso. Se un africano parte dalla regione di Boco Haran in Nigeria e raggiunge l’Itala con un barcone perché viene fermato?

Patti coi paesi d’origine e rimpatri

Il vero problema é il rimpatrio degli irregolari, una volta sancita per legge la loro irregolarità. Noi abbiamo in Italia dai 500 ai 600mila clandestini, e solo una minima, irrisoria parte di loro é stata espatriata nei paesi di provenienza. Gli ostacoli sono rappresentati dal rifiuto di accoglierli da parte dei paesi di provenienza più che dall’alto costo delle operazioni. Il ministro Minniti aveva cominciato a concordare patti economici con questi paesi. Il ministro Salvini, a quanto pare, é troppo impegnato a far guerra a imbarcazioni con 42 persone a bordo.

Muri e fili spinati

Ho vissuto nell’epoca dei muri e quando é caduto quello di Berlino ho festeggiato. Non vorrei trascorrere l’ultima parte della mia vita con nuovi muri e addirittura fili spinati, oltretutto inutili per fronteggiare un flusso migratorio che finirà per travolgerli.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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