domenica, 29 Novembre, 2020

Milano e Roma salutano i loro poeti

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Jannacci-CalifanoDue simboli, seppur di città diverse. Due “Maestri” della musica leggera italiana. Due universi distanti, quasi inconciliabili, ma che la poesia, di cui loro erano cantori, è riuscita a fare avvicinare. Espressioni come “scarp de tenis” e “tutto il resto è noia” sono infatti entrate a far parte del linguaggio e della memoria di tutti, del popolo. Enzo Jannacci, il medico-poeta, ha rappresentato la Milano degli ultimi e del “coer in màn”, sfoggiando con orgoglio l’uso del dialetto milanese. Franco Califano, classe 1938, è stato per quarant’anni il cantore della romanità, delle donne e delle borgate. Un mix di spregiudicatezza e romanticismo, un romanticismo d’altri tempi come testimoniano brani scritti per altri artisti come “La nevicata del ‘56”, “Una ragione di più”, “Minuetto” e “Un’estate fa”.

I FUNERALI DEL “CALIFFO” – Numerosi giovani, adulti e anziani hanno reso omaggio al cantautore romano, stamane, dinanzi alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo. Gente comune e volti noti hanno voluto salutare Califano durante la messa d’addio, celebratasi sulle note di “L’ultimo amico va via”, brano scritto dallo stesso artista nel ’72 ed eseguita dal suo quartetto d’archi, che lo aveva accompagnato anche nella sua ultima esibizione al Teatro Sistina, lo scorso 18 marzo. Il corpo di Califano riposerà ad Ardea, ove l’artista viveva, vicino a quello del fratello, e sulla lapide sarà scritto “Non escludo  il ritorno”,  titolo di una canzone scritta dal cantautore stesso assieme a Federico Zampaglione, leader del gruppo “Tiromancino” e presentata all’edizione di Sanremo del 2005.

OGGI POMERIGGIO L’ULTIMO SALUTO A JANNACCI –  Milano invece, alle ore 15 di oggi pomeriggio, darà l’ultimo saluto al suo cantautore, scomparso venerdì scorso all’età di 78 anni. I funerali saranno celebrati dal direttore della “Caritas Ambrosiana” don Roberto Davanzo nella Basilica di sant’Ambrogio. Il corpo di Jannacci sarà sepolto nel capoluogo lombardo, al “Famedio” del cimitero Monumentale dove riposano i milanesi illustri come Alessandro Manzoni, Salvatore Quasimodo e l’amico Giorgio Gaber.

 
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